ADACI- SEZIONE Nazionale

26/11/2025

La cultura del rispetto come percorso verso l’autonomia, messaggio da Isa Maggi, Coordinatrice Nazionale Stati generali delle Donne

Durante l’evento ADACI-SACE svoltosi il 25 novembre a Milano ed in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, Isa Maggi coordinatrice nazionale degli Stati Generali delle Donne, ha condiviso un messaggio importante che Anna Freschi, consigliere Nazionale ADACI ha letto:

“Buonasera a tutte e a tutti, grazie ad ADACI per questa importante occasione di confronto. Grazie  per la  collaborazione  che abbiamo  avviato  e che ogni  giorno si raffina sempre più.

Siamo qui oggi, in questo 2025, per ribadire un concetto fondamentale: la violenza contro le donne riguarda tutte e tutti. Non è una “questione femminile”, è una questione di comunità. E la cultura del rispetto, che è l’unico vero antidoto alla violenza, non è un traguardo che si raggiunge una volta per tutte: è un percorso che si costruisce ogni giorno.

La nostra riflessione negli Stati Generali delle Donne è partita da un viaggio necessario: un viaggio attraverso la storia, il diritto e la sociologia. Abbiamo dovuto riconoscere che questo tema è rimasto a lungo sommerso, nascosto persino dalla storiografia ufficiale sotto una cortina di silenzio. Un silenzio non casuale, ma funzionale a un ordine patriarcale che ha storicamente giustificato la violenza come strumento di mantenimento dell’ordine. Portare questo dolore fuori dalle mura domestiche, renderlo un fatto politico, è stata una fatica improba. Ha richiesto di “rifondare i saperi” e, prima ancora, di “trovare le parole”.

Le parole sono sostanza. Abbiamo lottato affinché termini come femminicidio, violenza economica e limitazione della libertà entrassero nel lessico giuridico. Perché il diritto non è neutro: deve evolversi per nominare la realtà e proteggere chi la subisce. E allo stesso modo, abbiamo bisogno di una narrazione mediatica pulita, scientifica, libera dallo “strabismo” dei pregiudizi che trasformano il racconto dei fatti in una seconda violenza.

Ma la conoscenza e le parole, da sole, non bastano. Serve un nuovo paradigma. Come Isa Maggi e come Stati Generali delle Donne, sosteniamo con forza che il sistema normativo italiano è uno dei migliori in Europa, ma spesso fallisce nell’applicazione. Dobbiamo colmare questo divario. La chiave di volta è la consapevolezza, unita alla capacitazione. La rete tra donne e la condivisione sono le armi più efficaci che abbiamo, ma l’obiettivo finale deve essere uno: l’autonomia economica.

Non c’è libertà senza indipendenza economica. Spesso la violenza domestica trova terreno fertile proprio nell’impossibilità per le donne di andarsene dalla casa del maltrattante  perché priva di risorse, senza un lavoro  e senza una abitazione. Per questo il nostro impegno, anche qui oggi con una realtà come ADACI, è spingere verso l’autonomia lavorativa e finanziaria come prima forma di prevenzione.

Il nostro non è un impegno astratto. Si traduce in azioni concrete:

  • Lo vedete nelle Panchine Rosse, che abbiamo disseminato in Italia e all’estero, come monito visibile.
  • Lo vedete nel grande progetto della Fondazione Villa Gaia, un tetto sicuro per le donne in difficoltà. Perché dopo l’emergenza, dopo la denuncia, c’è il “dopo”. E il dopo deve significare inclusione sociale, coesione, un luogo dove ricominciare a vivere.

E in questo percorso, il nostro sguardo deve essere ampio. Non possiamo accettare disuguaglianze nelle disuguaglianze. Mi riferisco alla violenza sulle donne con disabilità, che subiscono una “doppia discriminazione”. Spesso invisibili, spesso più vulnerabili. Il nostro lavoro è abbattere tutte le barriere, fisiche e sociali, affinché nessuna donna venga lasciata indietro.

Concludo con un appello, rivolto soprattutto alle nuove generazioni e ai contesti lavorativi e scolastici. L’analisi deve essere sistemica, ma il cambiamento è nelle mani di ciascuno  e  di  ciascuna di noi. Ognuno/a può fare la differenza rompendo il muro dell’indifferenza. La violenza si combatte con la conoscenza, si previene con l’autonomia economica e si sconfigge con una cultura del rispetto praticata giorno dopo giorno.

Grazie. Buon lavoro  a  tutte e tutti  voi

Isa Maggi”