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ADACI sostiene e rilancia l’appello degli Stati Generali delle Donne contro la violenza di genere e i femminicidi

Di fronte alla drammatica sequenza di violenze e femminicidi che continua a colpire il nostro Paese, è necessario mantenere alta l’attenzione e promuovere una responsabilità condivisa che coinvolga istituzioni, società civile e mondo del lavoro.

In questo contesto, ADACI condivide e sostiene il comunicato di Isa Maggi, Coordinatrice nazionale degli Stati Generali delle Donne, che richiama l’urgenza di passare dall’indignazione alle azioni concrete, attraverso prevenzione, formazione, ascolto e una rete più efficace di protezione.

La misoginia torna “rispettabile”, la violenza non si ferma: adesso servono i fatti

Finale Ligure, Barberino di Mugello, e prima ancora sei donne uccise in cinque giorni tra la fine di agosto e l’inizio di settembre: la sequenza dei femminicidi in Italia non si interrompe. Non sono numeri, sono vite spezzate, storie interrotte, famiglie devastate. Come Stati Generali delle Donne lo diciamo da tempo e lo ripetiamo con ancora più forza: dovremmo considerare questa scia di sangue un lutto nazionale, in un Paese che continua a non riuscire ad arginare una piaga sociale che uccide più della criminalità organizzata.

Una recrudescenza che ha un nome

Non è un caso isolato, e non è nemmeno solo una questione di leggi mancate. Come osserva la sociolinguista Vera Gheno, stiamo attraversando “una recrudescenza della misoginia, legata a una crisi del maschile”: una fase che si spera passeggera, ma che rischia di non aver ancora toccato il fondo. Dai proclami della manosfera e degli ambienti incel alle uscite di certi politici e influencer, l’odio verso le donne sta riconquistando spazio nel discorso pubblico, e con esso una pericolosa legittimazione sociale: se lo dice un personaggio pubblico, “allora lo posso dire anche io”. Il patriarcato, va ricordato, non è una guerra tra sessi: è un’ideologia che uomini e donne possono interiorizzare, e che finisce per danneggiare entrambi. Finché gli uomini non si interrogheranno come genere sulla storia che li ha visti come “natura superiore”, sarà difficile che le istituzioni – anch’esse segnate da quel retaggio – riescano a fermare la sequenza dei femminicidi.

Una questione di numeri, non di eccezioni

I dati ufficiali di ISTAT, Ministero dell’Interno e dei dipartimenti competenti restituiscono la dimensione reale del fenomeno: un centinaio di femminicidi l’anno in Italia, l’80-85% dei quali commessi da partner o ex partner; migliaia di donne accolte ogni anno nelle case rifugio insieme ai propri figli, a fronte di altrettanti uomini con condotte violente accertate e ad alto rischio; oltre 60.000 contatti l’anno ai Centri Antiviolenza, di cui 36-39.000 donne che avviano un vero percorso di uscita dalla violenza. E questa è solo la punta dell’iceberg: le indagini campionarie ISTAT stimano che l’80-90% delle donne che subiscono violenza fisica o sessuale in coppia non denuncia e non si rivolge ad alcuna struttura di supporto. Se ci si limita ai casi tracciati dalle reti di protezione in un anno, gli autori di condotte violente o persecutorie sono nell’ordine di 40-50.000; considerando il sommerso, la stima sale a centinaia di migliaia di persone. Di fronte a questi numeri, chi continua a parlare di denunce false, di presunta equivalenza tra femminicidi e “maschicidi”, o di una parità di genere già raggiunta, sceglie consapevolmente di non vedere la realtà.

Le avvisaglie ignorate

Troppo spesso i segnali di rischio – insulti, minacce, controllo, violenza economica – vengono sottovalutati da chi dovrebbe garantire protezione, e le donne che si rivolgono alle istituzioni per denunciare non vengono credute, esattamente come accade troppo spesso alle vittime di stupro. Il recente arresto eseguito dalla Polizia di Stato di Vicenza, reso possibile dalla nuova normativa sulla flagranza differita, dimostra che quando le istituzioni intervengono con tempestività è possibile fermare chi viola le misure di protezione. Ma è l’eccezione che conferma la regola: la violenza di genere è l’espressione di un problema culturale e strutturale, non una sequenza di emergenze improvvise. In base alla Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia nel 2013, lo Stato ha il dovere di prevenire, proteggere le vittime, formare gli operatori e agire senza sottovalutazioni, per evitare la cosiddetta “vittimizzazione secondaria”.

Il dolore di un padre, la responsabilità di tutti

Le parole della Presidente del Consiglio, che ha raccolto l’appello di Franco Isceri – il padre di Lorena, uccisa dall’ex compagno dopo essere stata rapita e gettata da un viadotto sull’A1 – restituiscono la dimensione di un dolore che nessuna istituzione può ignorare. Il raddoppio delle risorse per centri antiviolenza e case rifugio, la stabilizzazione del reddito di libertà, il rafforzamento del Codice Rosso, l’introduzione del femminicidio come reato autonomo sono passi importanti, che come Stati Generali delle Donne riconosciamo. Ma nessuno può pensare che siano sufficienti: ogni donna uccisa da chi aveva promesso di amarla è una sconfitta collettiva, e la sola dimensione repressiva – intervenire dopo che il danno è fatto – non basta più.

Cosa proponiamo, subito

Come Stati Generali delle Donne continuiamo a chiedere, con urgenza:

  • un piano nazionale di formazione obbligatoria e specifica per chi opera nel contrasto alla violenza di genere: Forze dell’Ordine, magistratura, servizi sociali, servizi sanitari, operatori dei Tribunali e delle Procure, Ordini professionali;
  • il rafforzamento reale – non solo sulla carta – degli strumenti di valutazione del rischio, e l’ascolto delle donne che denunciano senza pregiudizio e senza minimizzazione;
  • un investimento strutturale, e non episodico, sulla prevenzione culturale a partire dalla scuola, valorizzando e diffondendo le buone pratiche già portate avanti da anni da insegnanti ed educatori;
  • una campagna di sensibilizzazione diffusa e continuativa, non a intermittenza;
  • un ampliamento nazionale dei luoghi di ascolto e di accoglienza, oltre la rete dei Centri Antiviolenza, che riconosca e sostenga il lavoro volontario già svolto in ogni regione italiana;
  • il coinvolgimento di aziende e attività economiche come “sentinelle” del territorio: un percorso che come Stati Generali delle Donne abbiamo già avviato, coinvolgendo centinaia di negozi e imprese;
  • una rete unica e coordinata tra Forze dell’Ordine, Magistratura, medici, Centri Antiviolenza, Servizi Sociali e scuole, capace di riconoscere la violenza al primo segnale e di agire all’unisono, perché la tempestività non è una formalità: è ciò che salva le vite.

Non possiamo più permetterci il lusso del silenzio, né quello dell’indignazione a intermittenza. Fermare questa mattanza è una responsabilità che riguarda tutti: istituzioni, forze dell’ordine, scuola, media, e ciascuno e ciascuna di noi nel proprio quotidiano. “Nessun dorma”: è tempo di assumerci questa responsabilità, tutti insieme, nel nome di Lorena, delle sei donne uccise a fine agosto, delle vittime di Finale Ligure e Barberino di Mugello, e di tutte le donne che oggi hanno ancora paura.

Isa Maggi

Coordinatrice nazionale, Stati Generali delle Donne

Tornano i webinar ADACI dedicati alla Pubblica Amministrazione: prossimo appuntamento giovedì 24 settembre

Riprendono i webinar ADACI dedicati alla Pubblica Amministrazione, il ciclo di incontri che accompagna professionisti, stazioni appaltanti e operatori economici nell’approfondimento delle novità introdotte dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici.

Il primo appuntamento è in programma giovedì 24 settembre 2026, dalle 16:30 alle 18:00, con il webinar:

“L’accesso agli atti nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici”

Il webinar approfondirà la disciplina dell’accesso agli atti durante la procedura di scelta del contraente, alla luce degli articoli 35 e 36 del D.Lgs. 36/2023.

Il nuovo Codice ha introdotto un cambiamento radicale, digitalizzando e automatizzando il procedimento di accesso agli atti con l’obiettivo di semplificare le procedure e ridurre sensibilmente i tempi, superando il tradizionale sistema basato su istanze cartacee o PEC.

Un’occasione concreta per comprendere il nuovo quadro normativo e le sue ricadute operative.

L’incontro sarà tenuto dall’Avv. Federico Smerchinich, del Foro di Genova, esperto in diritto amministrativo. Svolge attività di consulenza giudiziale e stragiudiziale a favore di enti pubblici, società e privati, è cultore della materia in Diritto Amministrativo presso l’Università di Genova e docente di Diritto Amministrativo-Costituzionale presso la Scuola Forense “De André” di Genova.

L’evento sarà moderato da Anna Freschi, Vice Presidente Nazionale ADACI.

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Il webinar è aperto a tutti. Per chi non è ancora socio ADACI rappresenta un’ottima occasione per conoscere da vicino l’Associazione, i suoi servizi e il valore della Community ADACI.

ADACI Associazioni Italiana Acquisti e Supply Management

WEBINAR ADACI FORMANAGEMENT “TRASFORMARE LA CONOSCENZA IN VANTAGGIO COMPETITIVO”

ADACI Associazioni Italiana Acquisti e Supply Management

ANRA “BEYOND COMPLIANCE: COSTRUIRE UNA SUPPLY CHAIN SICURA, SOSTENIBILE E RESILIENTE”

ADACI Sez.Emilia Romagna/Marche ti invita all’evento “Bonfiglioli SpA: 1956 – 2026” – 29 settembre

Il prossimo 29 settembre 2026, ADACI Sez. Emilia Romagna/Marche organizza un appuntamento speciale presso lo stabilimento EVO di Bonfiglioli, che si terrà dalle 14:30 alle 18:15, a Calderara di Reno (BO), in occasione del 70° anniversario dell’azienda.

L’evento rappresenta un’importante opportunità per conoscere da vicino uno dei più innovativi siti produttivi del panorama industriale italiano. Insieme all’Headquarters, lo stabilimento EVO è un esempio concreto di sostenibilità, innovazione ed efficienza energetica, progettato per riunire diversi siti produttivi in un unico plant moderno, sicuro e orientato al futuro.

La giornata prenderà il via con il convegno istituzionale dedicato alla missione di ADACI e ai progetti dell’associazione, con gli interventi di Donato Gianantoni, Presidente ADACI Sez. Emilia Romagna/Marche, e Federica Dallanoce, Presidente Nazionale ADACI.

Seguirà l’intervento di Sonia Bonfiglioli, Executive Chairwoman Bonfiglioli, che racconterà il percorso dell’azienda attraverso il tema “Le nostre radici, il nostro futuro”, prima della visita guidata allo stabilimento EVO.

Nel pomeriggio il focus si sposterà sui temi strategici del Procurement e della Supply Chain con il convegno “L’evoluzione degli Acquisti: una leva strategica per competitività, resilienza e crescita sostenibile”, introdotto da Grazia Salcuni, Head of Strategic Purchasing Bonfiglioli.

L’evento si concluderà con un aperitivo di networking, favorendo il dialogo e lo scambio di esperienze tra professionisti.

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La partecipazione è gratuita previa iscrizione online e dà diritto a 3  per il mantenimento dell’attestazione Q2P ADACI

ADACI Associazioni Italiana Acquisti e Supply Management

EVENTO ADACI SEZ.EMILIA ROMAGNA/MARCHE “BONFIGLIOLI SPA: 1956 – 2026”

ADACI ti invita a partecipare alla X Edizione del PA Symposium – 26 novembre

ADACI dà appuntamento a professionisti, istituzioni e operatori del settore il 26 novembre 2026 per la X Edizione del PA Symposium, l’evento dedicato al futuro del Public Procurement, che si terrà dalle 9:30 alle 18:00, presso l’Hotel dei Congressi di Roma.

Il tema dell’edizione 2026 sarà “Il Futuro del Public Procurement – Geo-politica, Competitività, Innovazione e Sostenibilità negli Appalti Pubblici”.

In un contesto geopolitico globale sempre più complesso e frammentato, la spesa pubblica non è solo uno strumento amministrativo, ma una leva strategica fondamentale. Il Symposium analizza come la contrattualistica pubblica debba rispondere alle sfide delle catene di approvvigionamento globali, della transizione energetica, della sicurezza economica e della competitività delle imprese, bilanciando innovazione digitale e sostenibilità.

Un’occasione unica di confronto istituzionale e professionale sulle sfide della contrattualistica pubblica come leva strategica per la competitività del sistema economico: dalla digitalizzazione e l’accesso delle PMI alle gare, fino ai criteri di sostenibilità ambientale e al Partenariato Pubblico-Privato.

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L’evento è aperto ai Soci ADACI e ai professionisti del public e private procurement.

La partecipazione è gratuita previa iscrizione online e consente inoltre di maturare 8 crediti validi per il mantenimento dell’attestazione Q2P ADACI.

 

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