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ADACI patrocina Fleet Manager Academy Bologna – 7 ottobre

ADACI patrocina Fleet Manager Academy Bologna, in programma il 7 ottobre 2026 presso i Padiglioni 31 e 32 di BolognaFiere.

L’appuntamento rappresenta un’occasione di confronto e aggiornamento dedicata ai Fleet e Mobility Manager, in vista della definizione di strategie, obiettivi e budget per la gestione della flotta e della mobilità aziendale.

Nel corso della giornata sarà possibile conoscere novità, servizi e soluzioni del mercato della mobilità aziendale, attraverso:

  • 40 aziende partner tra case automobilistiche, società di noleggio, provider di telematica, consulenza ed energia;
  • seminari e tavole rotonde sui temi più attuali, dalla riforma del fringe benefit alle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale e all’integrazione con il Corporate Travel;
  • workshop operativi per approfondire prodotti e soluzioni;
  • momenti di networking e confronto con operatori e professionisti del settore.

Una giornata dedicata all’aggiornamento e al confronto sulle nuove esigenze della mobilità aziendale, con l’intero mercato riunito in un unico appuntamento.

La partecipazione è gratuita, clicca qui per iscriverti

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Dallo studio alla professione: costruisci il tuo futuro nel mondo del Public Procurement con il Campus PA di ADACI

CAMPUS ADACI PA è un percorso formativo ed esperienziale pensato per avvicinare giovani studenti, laureandi e neo-laureati al mondo del Procurement e nella Pubblica Amministrazione.

CAMPUS ADACI: il salto dall’università al mondo del lavoro non è solo questione di titoli, ma di visione, relazioni e mind-set. Da oltre dieci anni, ADACI (Associazione Italiana Acquisti e Supply Management) agisce come un acceleratore di opportunità, trasformando il potenziale accademico in eccellenza professionale.

CAMPUS è il percorso formativo gratuito di ADACI dedicato ai giovani che stanno completando gli studi universitari – o li hanno appena conclusi – e desiderano avvicinarsi con consapevolezza e competenza al mondo del Public Procurement e del Supply Chain Management.

Nato nell’ambito del progetto GIOVANI grazie alla collaborazione tra ADACI, le Università e il network delle aziende associate, CAMPUS rappresenta oggi una realtà consolidata e riconosciuta nel panorama della formazione universitaria e post-universitaria. In quasi dieci anni ha coinvolto oltre 800 studenti, offrendo un’esperienza formativa unica nel suo genere.

L’obiettivo di ADACI è valorizzare e rendere accessibile la cultura del Procurement pubblico e privato, mettendo in relazione il mondo accademico con quello delle imprese. CAMPUS nasce proprio per creare un ponte concreto verso il futuro professionale dei partecipanti, consentendo loro di:

  • conoscere da vicino la professione del procurement;
  • comprendere le competenze richieste dal mercato;
  • acquisire una visione aggiornata e operativa delle dinamiche aziendali.

ADACI ha scelto di organizzare la prima edizione dedicata al Public Procurement perché ritiene importante presentare ai giovani sia le opportunità sia le professionalità nel mondo degli acquisti pubblici, sempre più interessanti ed aperti all’innovazione ed alla digitalizzazione. Affacciarsi nel mondo del public procurement è una grande opportunità che ti consigliamo di indagare e valutare.

Un ecosistema inclusivo di apprendimento e networking

Partecipare al CAMPUS significa avere la possibilità di orientare meglio il proprio percorso di studi – anche in ottica di tesi o progetti di ricerca – e di avvicinarsi a concrete opportunità di stage e lavoro in un contesto professionale, inclusivo e ricco di stimoli.

Il percorso combina:

a) Formazione di alto livello
Le lezioni sono tenute da docenti e professionisti con anni di background manageriali, pronti a trasferire competenze e tecniche avanzate nel Procurement e nel Supply Management.
Il programma didattico è progettato per fornire basi solide e strumenti operativi: dall’analisi del fabbisogno alla negoziazione, dal vendor rating al risk management, dalla sostenibilità alla digitalizzazione dei processi di acquisto.

b) Mindset e Vision, non solo tecnica
Attraverso speech ispirazionali esclusivi con Top Manager, Imprenditori, Head Hunter e Sportivi, acquisirai valori e l’atteggiamento necessari per distinguerti: come si costruisce la reputazione professionale, cosa cercano oggi le imprese nei team acquisti, come si gestiscono la complessità e l’incertezza nelle filiere globali.
Sono momenti pensati per trasferire mindset, valori e “soft skill” critiche.

c) Opportunità di visibilità professionale
Durante i convegni nazionali di ADACI, avrai spazi dedicati per interagire con manager di importanti aziende e con professionisti della selezione. È un’occasione unica per farsi conoscere, porre domande, ricevere feedback, capire come presentare esperienze e competenze.
CAMPUS è pensato anche come palestra di networking: un ambiente in cui allenare la capacità di raccontarsi e di entrare in relazione con chi, domani, potrebbe essere un collega o un recruiter.

I benefici della partecipazione

  • Cultura professionale: apprenderai i concetti chiave, le best practice ed il linguaggio del procurement, così da muoverti con maggiore sicurezza in colloquio e on-the-job.
  • Chiarezza sul ruolo: capirai cosa fa davvero un professionista del procurement oggi, quali decisioni presidiare, come collabora con le funzioni interne e con i fornitori, quali metriche guidano le sue priorità.
  • Orientamento di carriera: grazie al contatto diretto con professionisti e docenti, potrai individuare ambiti di approfondimento per tesi e progetti di ricerca, oltre a tracciare percorsi di ingresso in azienda (stage, graduate program, posizioni junior).
  • Community: entrerai in una rete di giovani e professionisti con cui scambiare idee, opportunità e percorsi di crescita.
  • Accesso gratuito: grazie al network dei Soci ADACI offriamo questo percorso a costo zero previa accetta-zione della domanda di iscrizione, investendo concretamente sul futuro della professione.
  • Dichiarazione di superamento esame equiparabile a livello ADACI Q2P L1.

A chi è rivolto

A laureandi e neolaureati motivati, curiosi e interessati ai temi di Public Procurement e Supply Chain. Non è necessario provenire da un unico corso di studi: Economia, Ingegneria, Scienze politiche, Giurisprudenza, STEM e altre aree possono trovare nel procurement un campo aperto in cui competenze diverse dialogano e si completano.

Modalità e struttura

Il CAMPUS ADACI si svolgerà online, in modalità sincrona e asincrona, dal 19 ottobre al 4 dicembre 2026. 24h in webinar e 8h in presenza, con esperienze aziendali ed esperti del settore, in aggiunta ai contenuti di e-learning.

PROGRAMMA DEI MODULI

PROCESSO DI ACQUISTO e LA MATRICE DI KRALJIC – 1° sessione

Introduzione al progetto Campus PP – Concetti di base di avvicinamento al mondo della supply chain

CONOSCERE LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED IL PUBLIC PROCUREMENT – 2° sessione

Cos’è la pubblica amministrazione? Obiettivi e finalità; impatto sociale ed economico; pianificazione dei fabbisogni e programmazione acquisti

INQUADRAMENTO NORMATIVO DELLA DISCIPLINA DEL PP – CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI – 3° sessione

Inquadramento normativo della disciplina del PP – Codice dei Contratti pubblici

DIGITALIZZAZIONE DEL CICLO DI VITA DEI CONTRATTI – 4° sessione

Ecosistema digitale e-procurement – Pubblicità e trasparenza – Cenni applicativi ANAC e Banca dati nazionale dei Contratti pubblici

PROCEDURE SCELTA CONTRAENTE – QUALIFICAZIONE O.E. E S.A. – DALLA GARA ALL’AGGIUDICAZIONE – 5° sessione

Illustrazione delle principali procedure di scelta contraente – sopra soglia e sotto soglia – Le verifiche amministrative

CONTRATTO DI APPALTO – CONTRATTO DI SUBAPPALTO E SIMILARE – SUBAFFIDAMENTO DIVERSO DAL SUBAPPALTO – 6° sessione

Illustrazione della fase di stipula del contratto di appalto e della disciplina del subappalto

TECNICHE DI NEGOZIAZIONE – 7° sessione

Illustrazione delle modalità di negoziazione e conduzione trattativa d’acquisto

Le iscrizioni al CAMPUS sono aperte fino al 15 ottobre 2026 (max 40 partecipanti).

Scarica la brochure e scopri le date delle sessioni formative del Campus PA

Per maggiori informazioni contattare: 

ADACI Sez. Toscana-Umbria presenta un progetto per le nuove competenze STEM – 24 settembre

Il 24 settembre 2026, alle ore 17.00, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, si terrà la presentazione dell’offerta educativa e formativa de Le Chiavi della Città per l’anno scolastico 2026/27.

L’appuntamento rappresenta un’importante occasione di incontro tra istituzioni, mondo della scuola e organizzazioni del terzo settore, per conoscere le nuove proposte dedicate agli studenti e le principali sfide dell’educazione e della formazione.

All’interno dell’iniziativa, ADACI Sezione Toscana-Umbria presenterà un progetto dedicato allo sviluppo delle competenze STEM, pensato per accompagnare gli studenti nella realizzazione di percorsi di ricerca scientifica e progettazione.

Il progetto propone un percorso formativo d’eccellenza, organizzato in collaborazione con FAST – Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche di Milano, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti al metodo scientifico e alla ricerca applicata, in linea con gli standard del concorso nazionale “I Giovani e le Scienze”.

Gli studenti, organizzati in piccoli gruppi, saranno coinvolti nelle diverse fasi del percorso: dall’individuazione di un problema reale alla formulazione di un’ipotesi, dalla sperimentazione alla realizzazione di un eventuale prototipo, fino alla redazione e presentazione del progetto scientifico.

Particolare attenzione sarà dedicata anche alle competenze di project management, public speaking e comunicazione scientifica in lingua inglese, favorendo il lavoro di squadra e l’orientamento verso i percorsi universitari e professionali in ambito STEAM.

Tra gli obiettivi del progetto rientrano la realizzazione di progetti scientifici originali, lo sviluppo del metodo scientifico e delle capacità progettuali, il potenziamento delle competenze comunicative e la promozione di una maggiore consapevolezza sulle opportunità di studio e carriera nel mondo della scienza e della tecnologia.

 https://www.chiavidellacitta.it/progetti/cod-534-i-giovani-toscani-innovatori/ 

ADACI ti invita a partecipare all’evento ANRA dedicato al futuro delle Supply Chain – 25 settembre

ADACI invita i propri associati e tutti i professionisti della filiera a partecipare all’evento promosso da ANRA, in collaborazione con ADACI e lo studio legale RPLT, in programma venerdì 25 settembre 2026, presso l’Hotel Royal Carlton di Bologna.

L’incontro nasce con l’obiettivo di mettere a confronto competenze, esperienze e prospettive diverse per approfondire come costruire supply chain più sicure, sostenibili e resilienti.

Le catene di fornitura stanno attraversando una fase di profonda trasformazione: dazi, tensioni geopolitiche, instabilità dei mercati, nuove normative, reshoring, cybersecurity e crescente attenzione alla sostenibilità stanno modificando il modo in cui le imprese progettano e gestiscono le proprie catene del valore.

In questo scenario, la sfida non riguarda più soltanto la compliance, ma la capacità di costruire filiere in grado di resistere agli shock, adattarsi al cambiamento e continuare a generare valore.

L’evento sarà quindi un’occasione di confronto tra grandi imprese, PMI e professionisti del Procurement e del Risk Management, attraverso due tavole rotonde dedicate alla collaborazione lungo la filiera e agli impatti della geopolitica sulle supply chain globali.

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Partecipa al Workshop ADACI: analisi e previsioni sui prezzi e sui mercati per il Budget 2027 – 15 e 16 Ottobre

Il contesto geopolitico internazionale continua a incidere profondamente sui mercati, sui costi dell’energia, sulle materie prime e sulla gestione delle catene di approvvigionamento. In uno scenario caratterizzato da conflitti, tensioni commerciali e nuove dinamiche tecnologiche, diventa sempre più importante per i professionisti del Procurement disporre di strumenti e informazioni utili a orientare le decisioni.

Per questo ADACI organizza il Workshop “Analisi e previsioni sui trend di Prezzi e Mercati per il Budget 2027”, in programma il 15 e 16 ottobre 2026, dalle ore 9.00 alle 13.00, in streaming.

L’iniziativa è pensata per i Manager del Procurement e del Supply Management e rappresenta un momento di analisi e confronto dedicato all’evoluzione dei mercati e alle prospettive per il prossimo anno.

Grazie al contributo di esperti e specialisti di settore, saranno approfonditi gli scenari di crisi e le loro possibili ricadute, con l’obiettivo di individuare strategie concrete per la previsione dei costi e la gestione dei flussi di approvvigionamento, supportando la definizione di un budget realistico e competitivo.

Tra le categorie merceologiche analizzate:

  • Automotive e componentistica
  • Carta, cartone e imballi
  • Componenti elettronici
  • Energia e gas
  • Fonderie e laminati
  • Materie plastiche e materiali ferrosi
  • Mercato IT in Italia
  • Prodotti chimici
  • Rame e alluminio
  • Trasporti e servizi generali

Il Workshop sarà inoltre un’occasione per riflettere sulle dinamiche che potranno influenzare prezzi e disponibilità di commodities, componentistica e servizi, tra geopolitica, investimenti nella difesa, dazi, protezionismo, nuove tecnologie e andamento della domanda e dell’offerta.

Informazioni e iscrizioni

La partecipazione è a numero chiuso e richiede l’iscrizione online.

Quota Soci ADACI: 250 € + IVA
Quota Non Soci: 350 € + IVA

Ricordiamo che chi è in possesso del voucher di 50 € non ancora utilizzato, può usarlo per la partecipazione all’edizione di aprile o di ottobre del Workshop

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La partecipazione dà diritto a 4 crediti per l’attestazione Q2P ADACI

Per informazioni:
sez.trevenezie@adaci.it – Tel. 049 807 7125
informazione@adaci.it – Tel. 02 400 724 74

ADACI incontra l’autore: due nuovi appuntamenti tra etica, economia e sostenibilità

ADACI propone due nuovi appuntamenti del ciclo “ADACI incontra l’autore”, un’occasione per approfondire temi di attualità attraverso il confronto diretto con gli autori e le loro esperienze.

Nel corso dei prossimi mesi, saranno protagonisti Daniele Damele, con una riflessione sul rapporto tra etica ed economia, e Nicola Iacopelli, che accompagnerà i partecipanti alla scoperta dell’affascinante e organizzato mondo delle api, offrendo spunti sul valore della collaborazione, della sostenibilità e delle piccole azioni orientate al bene comune.

📅 28 ottobre 2026 | ore 17:00-18:00

“Etica ed Economia” – Un’ora con Daniele Damele

Un incontro per riflettere sul rapporto tra etica, valori e business, e sull’importanza di un’economia fondata su principi di correttezza, collaborazione e responsabilità.

Daniele Damele, Presidente Federmanager FVG e Presidente FASI, docente e autore di dodici libri, dialogherà sul valore di un profitto positivo e onesto.

Modera: Anna Freschi, Vice Presidente nazionale ADACI.

Iscriviti al webinar del 28 ottobre

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📅 30 novembre 2026 | ore 17:00-18:00

“Il mondo delle api for dummies” – Un’ora con Nicola Iacopelli

Un appuntamento alla scoperta della società delle api, un modello naturale basato su organizzazione, collaborazione e ruoli strategici, con uno sguardo ai temi della sostenibilità e della biodiversità.

Nicola Iacopelli, fondatore di BEE IT, racconterà la sua esperienza e il progetto delle Oasi Apistiche dedicato alla tutela della biodiversità.

Modera: Anna Freschi, Vice Presidente nazionale ADACI.

Iscriviti al webinar del 30 novembre

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Per chi non è ancora Socio, è inoltre un’occasione per conoscere ADACI e scoprire la community dell’Associazione.

Nuovo Regolamento appalti 2026: prende avvio la riforma europea del public procurement

Il 9 settembre 2026, la Commissione Europea ha adottato una proposta di Regolamento volto a riformare in modo organico la disciplina degli appalti pubblici nell’Unione europea.

Si tratta di un intervento di particolare rilevanza, destinato a modificare profondamente il quadro normativo europeo del public procurement. La proposta prevede infatti di accorpare in un unico atto normativo le tre direttive del 2014 relative agli appalti nei settori ordinari (Direttiva 2014/24/UE), nei settori speciali (Direttiva 2014/25/UE) e alle concessioni (Direttiva 2014/23/UE).

La principale novità riguarda la natura regolamentare del nuovo atto: a differenza delle direttive attualmente vigenti, il Regolamento sarebbe direttamente applicabile negli Stati membri, senza necessità di recepimento attraverso una normativa nazionale.

L’obiettivo è creare un quadro maggiormente uniforme, semplice e veloce, riducendo i margini di discrezionalità degli ordinamenti nazionali e rafforzando il funzionamento del mercato unico in un settore che rappresenta circa il 15% del PIL dell’Unione europea, per un valore complessivo stimato in circa 2.500 miliardi di euro.

Le principali novità

Semplificazione delle procedure

La proposta prevede una significativa razionalizzazione delle procedure di aggiudicazione, che verrebbero ridotte da cinque a tre.

Secondo le stime della Commissione Europea, la semplificazione potrebbe generare risparmi annuali per circa 650 milioni di euro, di cui circa 80 milioni a beneficio delle stazioni appaltanti e 570 milioni a favore degli operatori economici.

Il miglior rapporto qualità-prezzo come criterio standard

Il miglior rapporto qualità-prezzo (BPQR) diventerebbe il criterio standard per l’aggiudicazione degli appalti.

Particolare attenzione viene riservata ai criteri qualitativi, che comprendono aspetti ambientali, sociali, di innovazione, sicurezza e resilienza.

Tali criteri dovranno rappresentare almeno il 30% del valore dell’appalto, percentuale che sale al 50% per i contratti ad alta intensità di manodopera.

Le stazioni appaltanti potranno discostarsi da tali soglie, ma dovranno motivare come intendano garantire comunque un adeguato livello qualitativo della prestazione, anche attraverso la definizione di requisiti minimi.

Verso una piattaforma digitale unica europea

Uno degli elementi più innovativi riguarda la creazione di un mercato digitale europeo integrato per gli appalti pubblici, basato sull’interconnessione e sull’interoperabilità delle piattaforme nazionali di e-procurement.

Un servizio elettronico europeo consentirebbe di verificare, attraverso un profilo digitale interoperabile, le cause di esclusione, i requisiti di partecipazione e l’origine degli operatori economici, collegandosi alle banche dati nazionali.

Alla base del sistema vi sarebbe il principio “once-only”, secondo cui le stazioni appaltanti non dovrebbero richiedere nuovamente informazioni e documenti già disponibili presso le pubbliche amministrazioni.

La Commissione stima risparmi annuali di circa 220 milioni di euro per gli acquirenti pubblici.

Ogni Stato membro dovrebbe inoltre istituire uno spazio nazionale dei dati sugli appalti, collegato al Public Procurement Data Space europeo, per monitorare concorrenza, accesso delle PMI, sostenibilità e possibili rischi di frode e corruzione.

Reciprocità e tutela delle imprese europee

La proposta introduce inoltre nuovi strumenti di tutela per gli operatori economici europei nei confronti delle imprese di Paesi terzi che non garantiscano condizioni di reciprocità.

In presenza di determinate condizioni, la Commissione europea potrebbe limitare o vietare l’accesso al mercato unico degli appalti agli operatori provenienti dal Paese interessato.

Sicurezza e infrastrutture critiche

Particolare attenzione viene dedicata agli appalti sensibili e alle infrastrutture critiche.

Le stazioni appaltanti dovrebbero considerare, nei casi previsti, aspetti legati alla sicurezza pubblica e informatica, al rischio di indebita influenza da parte di soggetti collegati a Paesi terzi e alla diversificazione delle catene di approvvigionamento.

L’obiettivo è rafforzare la resilienza e la capacità di risposta alle situazioni di crisi, integrando gli aspetti di sicurezza nella gestione delle procedure di procurement.

L’iter legislativo

La proposta dovrà ora proseguire il proprio percorso presso il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea.

È importante sottolineare che, in questa fase, le direttive vigenti restano pienamente applicabili e le procedure di gara già in corso non saranno interessate dalla proposta.

Il nuovo quadro normativo entrerà in vigore solo al termine dell’iter legislativo e secondo le modalità previste dal Regolamento.

È inoltre previsto un periodo transitorio di due anni, finalizzato a consentire agli Stati membri di adeguare i sistemi informativi e le strutture amministrative.

Cosa cambia per le stazioni appaltanti italiane?

Qualora la proposta venga approvata, il futuro Regolamento europeo sarà direttamente applicabile agli appalti sopra soglia comunitaria.

Il D.Lgs. 36/2023 e successive modifiche, invece, continuerà a trovare applicazione per gli appalti sotto soglia e per gli aspetti non disciplinati dal Regolamento europeo.

Uno dei principali temi della fase di adeguamento sarà quindi il rapporto tra la nuova disciplina europea e il Codice dei contratti pubblici italiano, con possibili rilevanti ricadute sull’organizzazione delle stazioni appaltanti, sui sistemi digitali e sulle modalità di gestione delle procedure.

La proposta della Commissione rappresenta dunque un primo passo verso una profonda evoluzione del public procurement europeo, con l’obiettivo di semplificare le procedure, aumentare la qualità della spesa pubblica, rafforzare la digitalizzazione e la resilienza delle catene di approvvigionamento e creare condizioni maggiormente uniformi all’interno del mercato unico.

Clicca qui per consultare il testo della proposta di Regolamento

ADACI sostiene e rilancia l’appello degli Stati Generali delle Donne contro la violenza di genere e i femminicidi

Di fronte alla drammatica sequenza di violenze e femminicidi che continua a colpire il nostro Paese, è necessario mantenere alta l’attenzione e promuovere una responsabilità condivisa che coinvolga istituzioni, società civile e mondo del lavoro.

In questo contesto, ADACI condivide e sostiene il comunicato di Isa Maggi, Coordinatrice nazionale degli Stati Generali delle Donne, che richiama l’urgenza di passare dall’indignazione alle azioni concrete, attraverso prevenzione, formazione, ascolto e una rete più efficace di protezione.

La misoginia torna “rispettabile”, la violenza non si ferma: adesso servono i fatti

Finale Ligure, Barberino di Mugello, e prima ancora sei donne uccise in cinque giorni tra la fine di agosto e l’inizio di settembre: la sequenza dei femminicidi in Italia non si interrompe. Non sono numeri, sono vite spezzate, storie interrotte, famiglie devastate. Come Stati Generali delle Donne lo diciamo da tempo e lo ripetiamo con ancora più forza: dovremmo considerare questa scia di sangue un lutto nazionale, in un Paese che continua a non riuscire ad arginare una piaga sociale che uccide più della criminalità organizzata.

Una recrudescenza che ha un nome

Non è un caso isolato, e non è nemmeno solo una questione di leggi mancate. Come osserva la sociolinguista Vera Gheno, stiamo attraversando “una recrudescenza della misoginia, legata a una crisi del maschile”: una fase che si spera passeggera, ma che rischia di non aver ancora toccato il fondo. Dai proclami della manosfera e degli ambienti incel alle uscite di certi politici e influencer, l’odio verso le donne sta riconquistando spazio nel discorso pubblico, e con esso una pericolosa legittimazione sociale: se lo dice un personaggio pubblico, “allora lo posso dire anche io”. Il patriarcato, va ricordato, non è una guerra tra sessi: è un’ideologia che uomini e donne possono interiorizzare, e che finisce per danneggiare entrambi. Finché gli uomini non si interrogheranno come genere sulla storia che li ha visti come “natura superiore”, sarà difficile che le istituzioni – anch’esse segnate da quel retaggio – riescano a fermare la sequenza dei femminicidi.

Una questione di numeri, non di eccezioni

I dati ufficiali di ISTAT, Ministero dell’Interno e dei dipartimenti competenti restituiscono la dimensione reale del fenomeno: un centinaio di femminicidi l’anno in Italia, l’80-85% dei quali commessi da partner o ex partner; migliaia di donne accolte ogni anno nelle case rifugio insieme ai propri figli, a fronte di altrettanti uomini con condotte violente accertate e ad alto rischio; oltre 60.000 contatti l’anno ai Centri Antiviolenza, di cui 36-39.000 donne che avviano un vero percorso di uscita dalla violenza. E questa è solo la punta dell’iceberg: le indagini campionarie ISTAT stimano che l’80-90% delle donne che subiscono violenza fisica o sessuale in coppia non denuncia e non si rivolge ad alcuna struttura di supporto. Se ci si limita ai casi tracciati dalle reti di protezione in un anno, gli autori di condotte violente o persecutorie sono nell’ordine di 40-50.000; considerando il sommerso, la stima sale a centinaia di migliaia di persone. Di fronte a questi numeri, chi continua a parlare di denunce false, di presunta equivalenza tra femminicidi e “maschicidi”, o di una parità di genere già raggiunta, sceglie consapevolmente di non vedere la realtà.

Le avvisaglie ignorate

Troppo spesso i segnali di rischio – insulti, minacce, controllo, violenza economica – vengono sottovalutati da chi dovrebbe garantire protezione, e le donne che si rivolgono alle istituzioni per denunciare non vengono credute, esattamente come accade troppo spesso alle vittime di stupro. Il recente arresto eseguito dalla Polizia di Stato di Vicenza, reso possibile dalla nuova normativa sulla flagranza differita, dimostra che quando le istituzioni intervengono con tempestività è possibile fermare chi viola le misure di protezione. Ma è l’eccezione che conferma la regola: la violenza di genere è l’espressione di un problema culturale e strutturale, non una sequenza di emergenze improvvise. In base alla Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia nel 2013, lo Stato ha il dovere di prevenire, proteggere le vittime, formare gli operatori e agire senza sottovalutazioni, per evitare la cosiddetta “vittimizzazione secondaria”.

Il dolore di un padre, la responsabilità di tutti

Le parole della Presidente del Consiglio, che ha raccolto l’appello di Franco Isceri – il padre di Lorena, uccisa dall’ex compagno dopo essere stata rapita e gettata da un viadotto sull’A1 – restituiscono la dimensione di un dolore che nessuna istituzione può ignorare. Il raddoppio delle risorse per centri antiviolenza e case rifugio, la stabilizzazione del reddito di libertà, il rafforzamento del Codice Rosso, l’introduzione del femminicidio come reato autonomo sono passi importanti, che come Stati Generali delle Donne riconosciamo. Ma nessuno può pensare che siano sufficienti: ogni donna uccisa da chi aveva promesso di amarla è una sconfitta collettiva, e la sola dimensione repressiva – intervenire dopo che il danno è fatto – non basta più.

Cosa proponiamo, subito

Come Stati Generali delle Donne continuiamo a chiedere, con urgenza:

  • un piano nazionale di formazione obbligatoria e specifica per chi opera nel contrasto alla violenza di genere: Forze dell’Ordine, magistratura, servizi sociali, servizi sanitari, operatori dei Tribunali e delle Procure, Ordini professionali;
  • il rafforzamento reale – non solo sulla carta – degli strumenti di valutazione del rischio, e l’ascolto delle donne che denunciano senza pregiudizio e senza minimizzazione;
  • un investimento strutturale, e non episodico, sulla prevenzione culturale a partire dalla scuola, valorizzando e diffondendo le buone pratiche già portate avanti da anni da insegnanti ed educatori;
  • una campagna di sensibilizzazione diffusa e continuativa, non a intermittenza;
  • un ampliamento nazionale dei luoghi di ascolto e di accoglienza, oltre la rete dei Centri Antiviolenza, che riconosca e sostenga il lavoro volontario già svolto in ogni regione italiana;
  • il coinvolgimento di aziende e attività economiche come “sentinelle” del territorio: un percorso che come Stati Generali delle Donne abbiamo già avviato, coinvolgendo centinaia di negozi e imprese;
  • una rete unica e coordinata tra Forze dell’Ordine, Magistratura, medici, Centri Antiviolenza, Servizi Sociali e scuole, capace di riconoscere la violenza al primo segnale e di agire all’unisono, perché la tempestività non è una formalità: è ciò che salva le vite.

Non possiamo più permetterci il lusso del silenzio, né quello dell’indignazione a intermittenza. Fermare questa mattanza è una responsabilità che riguarda tutti: istituzioni, forze dell’ordine, scuola, media, e ciascuno e ciascuna di noi nel proprio quotidiano. “Nessun dorma”: è tempo di assumerci questa responsabilità, tutti insieme, nel nome di Lorena, delle sei donne uccise a fine agosto, delle vittime di Finale Ligure e Barberino di Mugello, e di tutte le donne che oggi hanno ancora paura.

Isa Maggi

Coordinatrice nazionale, Stati Generali delle Donne

ADACI E UNIVERSITA’ DI UDINE INSIEME: 5a Ed. Master in Acquisti, Logistica e Supply Chain Management

Si rinnova la collaborazione tra ADACI – Associazione Italiana Acquisti e Supply Management – e l’Università degli Studi di Udine per la quinta edizione del Master di I livello in Acquisti, Logistica e Gestione della Supply Chain.

Un partenariato ormai consolidato, che riflette l’impegno costante di ADACI nel promuovere il dialogo con il mondo accademico, sostenendo la formazione di nuove competenze in ambito supply chain a livello nazionale e internazionale.

Il Master è pensato per formare professionisti in grado di gestire con efficacia acquisti, logistica e approvvigionamenti, in un contesto sempre più segnato da digitalizzazione, sostenibilità e rischi geopolitici ed economici.

La presentazione della 5a edizione del Master si terrà il: 10 settembre 2026 dalle ore 18:00  alle ore 19:00. Sarà possibile partecipare sia in presenza sia online

Maggiori informazioni al seguente link: https://www.uniud.it/it/didattica/formazione-post-laurea/master/alta-formazione/area-manageriale-giuridica/gestione-acquisti

 

Tornano i webinar ADACI dedicati alla Pubblica Amministrazione: prossimo appuntamento giovedì 24 settembre

Riprendono i webinar ADACI dedicati alla Pubblica Amministrazione, il ciclo di incontri che accompagna professionisti, stazioni appaltanti e operatori economici nell’approfondimento delle novità introdotte dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici.

Il primo appuntamento è in programma giovedì 24 settembre 2026, dalle 16:30 alle 18:00, con il webinar:

“L’accesso agli atti nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici”

Il webinar approfondirà la disciplina dell’accesso agli atti durante la procedura di scelta del contraente, alla luce degli articoli 35 e 36 del D.Lgs. 36/2023.

Il nuovo Codice ha introdotto un cambiamento radicale, digitalizzando e automatizzando il procedimento di accesso agli atti con l’obiettivo di semplificare le procedure e ridurre sensibilmente i tempi, superando il tradizionale sistema basato su istanze cartacee o PEC.

Un’occasione concreta per comprendere il nuovo quadro normativo e le sue ricadute operative.

L’incontro sarà tenuto dall’Avv. Federico Smerchinich, del Foro di Genova, esperto in diritto amministrativo. Svolge attività di consulenza giudiziale e stragiudiziale a favore di enti pubblici, società e privati, è cultore della materia in Diritto Amministrativo presso l’Università di Genova e docente di Diritto Amministrativo-Costituzionale presso la Scuola Forense “De André” di Genova.

L’evento sarà moderato da Anna Freschi, Vice Presidente Nazionale ADACI.

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Il webinar è aperto a tutti. Per chi non è ancora socio ADACI rappresenta un’ottima occasione per conoscere da vicino l’Associazione, i suoi servizi e il valore della Community ADACI.

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