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Carlist Sportello Fleet Management ADACI

Come si definisce una “CAR LIST”? Ne parliamo nell’articolo dello Sportello Fleet Management ADACI

La Car List: il mese scorso abbiamo toccato brevemente una parte della car list.

Non volevo approfondire troppo l’aspetto della scelta dei veicoli perché c’era in atto il delineamento della legge di bilancio 2020 dove abbiamo sentito di tutto e di più sulla tassa sui veicoli aziendali.

Per fortuna è uscita la notizia che il governo ha fatto parzialmente marcia indietro. Tornerò nel prossimo articolo con dettagli in merito alla legge di bilancio. Intanto troverete le mie considerazioni.

Da Fleet Manager, non dobbiamo dare un assegno in bianco ai nostri utenti per “farli contenti”. Che i nostri utenti pagano il fringe benefit o meno, il fatto di avere un veicolo aziendale è un vantaggio non da poco per il dipendente.

Dobbiamo comunque, come dicevo nell’articolo precedente, pensare alla generazione Greta.

Ci sono diversi modi di approcciare la definizione di una carlist.

Ci sono aziende che hanno da parte di casa madre all’estero un obbligo di scegliere macchine che hanno un basso tasso di CO². E per di più devono dare il reporting annuale di quanto è sceso il carbon footprint della filiale italiana grazie alla nuova lista.

Per chi ha una rappresentanza di sindacati molto presente in azienda, è bene confrontarsi con loro. Sentire un po’ a cosa sono aperti e in che modo potete riuscire a farli accettare una lista ragionevole.

La mia esperienza mi ha imparato che era meglio confrontarmi con loro per l’allestimento dei veicoli commerciali. Perché alla fine, erano i tecnici che dovevano girare 40 ore a settimane in questi furgoni per far fatturare l’azienda. Quindi era necessario che i tecnici fossero contenti del loro mezzo che alle fine era anche un loro strumento di lavoro.

In linea di massima sono contraria ad una lista aperta con un budget a veicolo a secondo della fascia di appartenenza. Il motivo è abbastanza semplice. Se un’azienda si limita ad un paio di case auto, si ha più forza di negoziazione.

Essere Fleet Manager significa anche negoziare con le case auto. Non c’è nessuno che vi vieta di andare a negoziare con le case auto. Dopo di che andrete a chiedere che il vostro sconto venga presa in considerazione nel calcolo dell’importo del canone di noleggio, per chi ha le auto a noleggio lungo termine. Per chi ha le auto di proprietà, beh, mi sembra ovvio il beneficio.

Un altro passaggio importante è di avere la benedizione della direzione generale. La macchina può essere un fattore importante per attirare talenti. Ma non deve esserlo troppo. Ho visto troppe volte che alle persone a chi era concesso un’eccezione nella scelta del veicolo, che questa persona non sarebbe rimasta a lungo in azienda. E quando questa persona se ne va, non si riesce più a riassegnare il veicolo, specialmente quando è di colore giallo canarino (per modo di dire).

L’importanza nella scelta dei veicoli oggi, oltre al CO², sono sicuramente gli ADAS, ovvero le assistenze alla guida. La loro efficacia non è più da dimostrare. Sicuramente, le macchine sono sempre più sicure. C’è comunque da stare attenti. Perché ad avere troppi assistenti alla guida, ci si dimentica dei propri istinti e competenze alla guida. Questo lo passiamo lasciare quando arriveranno le macchine a guida autonoma, domani… forse…

Rimango ovviamente sempre aperta a critiche/considerazioni/domande su questo argomento, contattami attraverso lo Sportello Fleet Management di ADACI al seguente link: http://bit.ly/36EIBUC

sportello fleet management adaci

Scelta dell’ibrido o elettrico nella flotta aziendale? Chiedi allo Sportello Fleet Management ADACI    

Mi è venuto spontaneo voler scrivere sull’argomento, soprattutto vedendo la miriade di spot pubblicitari sulle auto ibride o plug-in hybrid che si vedono al momento in tv e nelle varie pubblicazioni.

Sorge la domanda del come e perché si dovrebbe introdurle nella propria flotta auto aziendale.

Come si nota in uno spot d’una nota casa tedesca, non è per niente facile scegliere l’auto giusta.

Ci sono, a mio parere, un paio di fattori da valutare.

Parliamo del costo. È vero che una ibrida ci consente di non consumare carburante durante i tratti più corti e quelli fatti in città.

La domanda è : ma la possiamo dare a tutti ?

Certo che no ! Il veicolo ibrido viene dato idealmente ad una figura che si sposta da casa alla sede e non ha utilità di andare in autostrada. Il risparmio fatto sulle tratte brevi, verrebbero annullate con le tratte dove si va a più di 50 km/ora.

Un’altra valutazione da farsi (è questo è un dato che nessuno ha in mano) : il dipendente ha intenzione di traslocare ed andare a vivere più lontano ? Nell’affermativa, possiamo continuare a lasciargli l’ibrida ? O dobbiamo riassegnarla ad un’altra risorsa ?

Di certo questa ibrida non può essere data ad un capo area che deve girare per varie sedi dell’azienda. Non si può dare ad un tecnico che deve fare vari interventi nella sua zona (dipenderà dall’area di sua competenza).

Mi ricordo di aver avuto una ibrida per una settimana. Il mio profilo ci stava finché ho visto il consumo reale. Avevo 24 km A/R da casa alla sede. Ma dovevo spostarmi in altre sedi 2 volte a settimana. Quindi autostrada e quindi consumo di benzina. La mia media è stata di 7 litri / 100 km !

Altro che gasolio !

Valutiamo anche la plug-in hybrid o elettrica. Per poterne usufruire al massimo, abbiamo necessità d’installare delle colonnine. Abbiamo lo spazio adatto in azienda ? Dobbiamo installarla a casa del dipendente ? Ma il dipendente è proprietario o è inquilino ? Vive in una casa o in un condominio ? Le spese per l’installazione sono a carico di chi ? E se lascia l’azienda ? Cosa succede con la colonnina ? Le spese elettriche, chi la deve pagare ? è considerato un benefit anche questo ?

In Nord Europa dove il benefit viene calcolato sull’emissione CO², negli ultimi anni sono stati modificati i calcoli per il benefit. Gli stati si sono resi conto che non c’era nessuna certezza che l’ibrido venisse utilizzato in modo ecosostenibile.

Mettiamo che decidiamo di mettere le colonnine in azienda. Avete considerato il consumo di elettricità che la ricarica genera ? Non a caso una nota casa ha deciso di multare chi tiene le macchine in carica mentre sono cariche. La vostra elettricità consumata è davvero ecosostenibile se è questa la vostra motivazione principale ?

Mettiamo che decidete di non mettere le colonnine ma che vi affidate alla rete. Ad oggi, ci sono più di 7000 punti di ricarica (da dividere in prese > 11Kw e meno)

Siamo tutti d’accordo che va fatto qualcosa nell’era di Greta. Non possiamo più guardare dall’altra parte. Abbiamo una responsabilità nei confronti dei nostri figli.

Sarò anche controcorrente, ma siamo realisti. La realtà aziendale è tutt’altro che la realtà del consumatore medio.

Per qualsiasi approfondimenti, domande, critiche, vi prego di compilare il form presente al seguente link: https://www.adaci.it/sportelli/sportello-fleet-management/