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Materiali, tecnologie, reti di imprese a supporto acquisti e progettazione in mercati sempre più complessi

Di Alberto Claudio Tremolada

General Manager Metatech Group Fonderie

Competence center manufacturing manager ADACI

Coordinator Task Force A.E.S.C. Erma (European Raw Materials Alliance)

 

Il ruolo di materiali – reti di Imprese e tecnologie sono fondamentali come supporto ad acquisti e progettazione in mercati sempre più complessi.

Il Covid ha scoperchiato criticità esistenti di dipendenza per gli approvvigionamenti da paesi come la Cina (materie prime) – Russia (gas) o multinazionali shipping che stanno pesantemente impattando sui costi – disponibilità e profittabilità delle nostre imprese.

Da estratto intervista di Emanuele Bompan, scrittore, consulente, giornalista ambientale, uno dei massimi esperti di economia circolare, si rileva alla domanda Qual è il ruolo della tecnologia in questa trasformazione? che:

La circolarità, a suo parere, è più sbilanciata verso un ritorno alle usanze dell’epoca pre-consumismo o verso un utilizzo intensivo delle nuove tecnologie?

Come in tutte le buone ricette di cucina, la quantità giusta di un ingrediente come la tecnologia è quanto basta.

Servono soprattutto le tecnologie digitali, quelle che smaterializzano i processi, permettono di modellizzare l’economia circolare e di ottimizzare le risorse, l’energia, la logistica.

Serve tecnologia software, più che tanta tecnologia hardware. Ma serve, ancora prima, tanto design.

Se noi progettiamo bene prodotti e processi, potremo impiegare innanzitutto meno materiali, ma anche meno tecnologie, invece di eccedere nel loro utilizzo.

Link intervista: https://it.businessinsider.com/circular-cities-emanuele-bompan-economia-circolare-milano-e-trento/

Anche per Youngme Moon, professore alla Harvard Business School ed ex membro consiglio amministrazione di Unilever ed altre multinazionali:

Competere come pazzi su costi, funzioni, quantità, prezzi ed ogni aspetto di prodotti e servizi ci rende tutti uguali.

Offrire qualcosa di significativamente differente in modo che sia fondamentale, esauriente ma soprattutto quello che serve.

Un indirizzo è dato anche dal DESIGN FOR USABILITY – ergonomics of human-system interaction

The official ISO 9241-11 definition of usability is the extent to which a product can be used by specified users to achieve specified goals with effectiveness, efficiency and satisfaction in a specified context of use

 

STANDARDIZATION

SUSTAINABILITY

VALUE CHAIN

STAKEHOLDERSHIP ENGAGEMENT

 

Il ruolo della circular economy e dei regulatory

A settembre 2020 la Commissione Europea ha pubblicato un report sulla criticità che hanno diverse materie prime per la sicurezza e sostenibilità.

Purtroppo i paesi detentori di miniere e concessioni sono anche quelli con criticità commerciali e politiche con altri paesi.

Secondo la definizione della Ellen MacArthur Foundation, economia circolare «è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola.

In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera».

La frontiera è nella filiera dei materiali e della progettazione. 

In Italia per esempio il settore delle costruzioni genera il 44% dei rifiuti industriali (60 milioni di tonnellate annue  fonte “Rapporto rifiuti speciali” di Ispra https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/rapporto-rifiuti-speciali-edizione-2021-dati-di-sintesi) e i materiali utilizzati non sono esenti da problematiche di contaminazione, sostanze tossiche che sono una minaccia per la qualità dell’aria all’interno edifici, di difficile gestione nel loro fine vita.

La responsabilita estesa del produttore,”Extended producer responsibility” (EPR) può essere definita come un approccio di politica ambientale nel quale iI produttore di un bene è responsabile anche della fase post-consumo, ovvero della sua gestione una volta diventato rifiuto.

La Direttiva (UE) 20 18/851 parte integrante del Pacchetto Europeo sull’Economia Circolare, descrive in materia di EPR per assicurare un utilizzo accorto, efficiente e razionale delle risorse naturali.

In particolare, vengono previsti requisiti minimi per i regimi EPR nazionali al fine di garantire una maggiore uniformità degli schemi adottati nei diversi paesi per le diverse tipologie di flussi e la loro coerenza con i principi e gli obiettivi europei in materia di economia circolare, efficienza nell’uso delle risorse, mitigazione dei cambiamenti climatici, e gestione dei rifiuti.

Finora in Italia i beni usati sono stati ceduti, venduti e comprati esclusivamente in base alla libera dinamica del mercato, in un prossimo futuro non sarà più così.

In seguito alla recente ratifica in Italia del pacchetto dell’economia circolare (dlgs 116 del 3/09/2020) la gamma dei prodotti oggetto della REP viene ampliata e per la prima volta vengono esplicitamente menzionati beni durevoli come i mobili, gli indumenti e i materassi.

Gli apparati elettrici ed elettronici sono già soggetti a questo tipo di regime da anni, ma con performance per ora non rilevanti in termini di riutilizzo e seconda mano.

Non solo.

I certificati contrattabili (carbon credits) introdotti dopo il protocollo di Kyoto del 1997 con lo scopo di ridurre l’emissione di biossido di carbonio e di altri gas serra.

La direttiva del 2003/87/CE promuove la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra applicando criteri di efficienza economica e di efficacia dei costi.

Le imprese che hanno prodotto una quantità di anidride carbonica inferiore alla soglia consentita possono vendere la quota di emissione C02 non utilizzata alle aziende che non riescono a rispettare l’obbligo.

O gli Esg acronimo di Environmental, Social, Governance che si utilizza in ambito economico/finanziario per indicare tutte quelle attività legate all’investimento responsabile che perseguono gli obiettivi tipici della gestione finanziaria tenendo in considerazione aspetti di natura ambientale, sociale e di governance.

Gli investitori del risparmio gestito anche in Italia, prestano sempre maggiore attenzione ai fattori Esg Il principale strumento è rappresentato dal bilancio di sostenibilità.

Miglior rating maggiore facilità di accesso al credito con condizioni migliori.

 

Innovazione e redesign dall’integrazione alla cooperation

Dalla Ford con attività di proprietà integrate verticalmente dalla miniera per la materia prima fino all’automobile assemblata (ai tempi di Ford e Sloan) si è passato alla collaborazione su piattaforme fra case automobilistiche o per gruppi e sottogruppi da fornitori esterni (cloud supplier).

Un esempio Tesla che da sottoscocca posteriore con decine elementi stampati in acciaio e alluminio poi saldati (model 3) a solo 2 parti (model Y) ottenute in pressofusione di lega alluminio tramite multi-directional unibody casting machine for a vehicle frame and associated methods (brevetto Tesla) per ridurre tempi di costruzione, costi operativi, costi di produzione, costi operativi della fabbrica, costi e quantità attrezzature.

Toyota un altro esempio.

Dagli anni sessanta i giapponesi cominciarono ad esportare auto anche in Italia, imitando prima le soluzioni occidentali, poi studiando alternative più economiche per costruire ogni più piccolo particolare dell’automobile, a parità di prestazioni di ogni componente.

Prendevano macchine europee e le smontavano, attaccando su pannelli allineandoli in lunghi capannoni, le migliaia di pezzi di cui erano composte.

Squadre di progettisti avevano il compito di studiare soluzioni alternative, meno costose e più funzionali, per ogni gruppo – sottogruppo – componente, a partire dal materiale di base con cui erano costruiti i singoli pezzi (ad esempio, plastica anziché zama pressofusa), e mettendo in discussione anche le scelte tecnologiche (stampato anziché fuso o sinterizzato).

Nike ha lanciato la nuova linea Move To Zero produzione scarpe e abbigliamento con utilizzo di materiali riciclabili.

Volvo ha lanciato una campagna dedicata all’economia circolare, per comunicare che le sue macchine sono fatte con  il 25% di plastica riciclata.

Ikea da anni porta avanti una comunicazione sulla sostenibilità ambientale all’insegna di reusing things is much better e lanciando numerose iniziative che vanno dal riciclaggio di materassi alla rinuncia totale ai prodotti usa e getta (entro il 2020).

 

Dall’idea abbattere i muri delle tecnologie conosciute

Dall’idea al mercato in 15 giorni parti funzionali in tutto e per tutto uguali a fusioni prodotte con altre tecnologie ma con possibilità di avere pezzi unici (non scomposti) di forma complessa.

Passare dal disegno 3D al prototipo funzionale da utilizzare per test, ma realizzato con tecnologia, materiale trattato simile a quello che sarà di produzione a costi contenuti.

Come? Utilizzando tecnologie come quelle proposte da Voxeljet VX4000 stampante a getto di legante per sabbia con cassa di metri 4x2x1 è una delle stampanti 3D più grandi al mondo per ottenere motte per fusione metalli.

Può essere utilizzata per produrre stampi in sabbia singoli, molto grandi o più stampi più piccoli con qualità di produzione.

“Eliminando la necessità di costruire stampi e grazie all’ampio volume di produzione della stampante 3D possiamo ridurre drasticamente i tempi di consegna, il che a sua volta avvantaggia enormemente i nostri clienti,”, secondo Oliver Johnson (presidente TEI fonderia prototipi Statunitense https://www.teintl.com).

“Oltre a ciò, possiamo produrre parti che non possono essere realizzate in modo

convenzionale, come componenti leggeri e parti ottimizzate per topologia”.

O creando stampi per compositi (washing tooling).

Stessa tecnologia e materiali (sabbie) utilizzate in fonderia per realizzare un core tooling che poi viene rivestito con vernice solubile che lo rende impenetrabile dai filamenti in composito deposti.

Il core tooling viene poi lavato e le sabbie possono essere riutilizzate.

Per realizzare pezzi in carbonio o fibre vetro rinforzate senza i vincoli derivanti da attrezzature rigide (per esempio air ducting per elicotteri leggeri Sikorksky)

Video su https://youtu.be/YkLyfqkwx3o.

Il design modular platform consente di allungare il ciclo di vita con la modularità componenti intercambiabili genera minori waste, abbassa i costi di produzione – stock e del carbon footprint ome https://wwwc.fairphone.com/it/.

O Gogoro (società di Taiwan) con la modularità batterie elettriche veicoli 2 ruote intercambiabili presso infrastutture territoriali genera minori waste, abbassa i costi di produzione – stock e del carbon footprint

METAL INJECTION MOLDING and FREE SINTERING SMART PRODUCTION WORK

Quasi tutti i metalli ferrosi ad alto punto di fusione che possono essere prodotti sotto forma di polvere possono essere stampati tramite MIM con vantaggi di:

risparmio costi

controllo dimensionale con tolleranze di +/- 0,5%

produzione forme complesse o riducendo al minimo la lavorazione

ampia gamma di leghe e compositi

economica per volume di produzione medio-alto

alta densità e resistenza del materiale

flessibilità di progettazione

La tecnologia combina possibilità delle forme dello stampaggio a iniezione plastica con flessibilità della metallurgia in polvere. 

 

Redesign – Recycle – remanufacture – recover examples

Greenrail la tecnologia sviluppata consente di produrre traverse ferroviarie  con materia prima utilizzando una miscela di gomma ottenuta da pneumatici fuori uso e plastica da rifiuto urbano.

O la pittura di Airlite è rivestimento efficace nella eliminazione dei batteri, nella riduzione di inquinanti come NOx, SOx, NH3, CO e nell’abbassamento della temperatura superficiale.

Composto al 40% di materie prime ottenute da materiali riciclati di alta qualità, vernice in polvere a cui, aggiungendo dell’acqua che contiene biossido di titanio in grado di attivarsi a contatto con la luce, trasforma agenti inquinanti come ossidi di azoto, zolfo, benzene, formaldeide e monossido di carbonio in molecole di sale.

I compositi non solo per sostituire acciaio, alluminio, legno e pietra, ma anche per sviluppare prodotti completamente nuovi che non si sarebbero potuti ottenere con materiali tradizionali.

A base polimerica, metallica e ceramica hanno utilizzi settori abbigliamento – elastomeri – pannelli solari e rivestimenti fotosensibili

Una pista aeroporto internazionale di Fiumicino è stata rifatta utilizzando un nuovo asfalto high-tech contenente Gipave, additivo polimerico contenente grafene e plastica post-consumo (oggi destinata a termovalorizzazione), sviluppato dalla società italiana Iterchimica in collaborazione con Directa Plus, G.Eco (Gruppo A2A) e Università degli Studi di Milano Bicocca o batterie al grafene per smartphone di Real Grephene Usa

Reinventare la ruota in co-design con i fornitori.

Il Gruppo Michelin con Uptis (acronimo di Unique Puncture Proof Tire System) rappresenta una importante evoluzione del concetto Twill, la copertura autoportante già in commercio per piccole macchine agricole e carrelli elevatori.

Mobilità garantita al 100% vista la non esposizione alle forature e alla riduzione della pressione, senza trascurare un aspetto decisivo come il sensibile risparmio della materia prima.
Si comporta come un normale pneumatico con aria all’interno, pur diventando molto più longevo grazie alla possibilità di riciclare la struttura depositando al termine di ogni ciclo di vita per 5/6 volte, il doppio rispetto alla ricostruzione di un tradizionale pneumatico.

Michelin e GM stanno testando prototipi Uptis come equipaggiamento Chevrolet Bolt EV.

 

Co-innovazione un’esempio Metatech Group

Per nuovo progetto disco freno industriale ns. Cliente aveva come obiettivi:
Diminuzione masse in movimento
Aumento efficienza termodinamica
Riduzione items e fornitori
Abbattimento costi totali
Riduzione time to market
Aumento valore intrinseco innovazione prodotto da trasmettere all’utilizzatore finale

Il progetto prevedeva 3 parti (2 in ghisa e 1 alluminio) da assemblare con la tecnica dell’incollaggio per poi procedere alle operazioni di lavorazione meccanica e finitura.
Gli obiettivi risultavano poco perseguibili anche se si fosse deciso di cercare il fornitore con il pricing più basso in low cost countries.

Scelta:
Un’attenta analisi e valutazione sulle varie opzioni ha consentito di riprogettare il pezzo in monoblocco con utilizzo di un solo materiale (alluminio) e unico fornitore che sarà capocommessa.
Utilizzo pastiglie specifiche per dischi alluminio così da eliminare il trattamento superficiale.

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie”.

Albert Einstein

Materie prime – semilavorati e fonderie, cosa ci aspetta

Secondo dati Assofond, le fonderie in Italia sono 1.038 con 29.000 addetti ed un fatturato totale di Euro 6,5 miliardi.

Roberto Ariotti (Presidente Assofond) ha recentemente dichiarato che:

Il primo trimestre del 2021 ha fatto segnare un buon trend di crescita al punto che prevediamo di poter recuperare entro l’anno quanto perso nel 2020, ma dobbiamo fare ancora una volta i conti con i costi sempre elevatissimi delle materie prime e con la scarsità di reperimento, fattori questi che rischiano di impattare negativamente sulla redditività e di rallentare la ripresa iniziata negli scorsi mesi.

Prezzi in notevole rialzo rispetto ai minimi del 2020 e shortage materie prime che impattano pesantemente da mesi direttamente o indirettamente su tutte le attività produttive.

Non entriamo nel merito di quanto già noto ma riflettiamo su cosa ci potrebbe aspettare e come minimizzarne gli impatti.

Se sull’incidenza prezzi materie prime poco è possibile fare, ci sono altri fattori del total cost of purchasing fonderie sui quali poter intervenire:

  • Business continuity risk
  • Management
  • Transformation value

Sono fattori interdipendenti con impatto sul t.c.p. a partire dal management (struttura organizzativa poco managerializzata) che si riflette sulla business continuity risk (potere decisionale e delegato accentrato) al transformation value (industrial cost vs. life time value).

Sono gap che non riguardano tutto l’ecosistema fonderie che vede la presenza di eccellenze internazionali.

Spetta a chi si occupa degli acquisti spingere i propri fornitori ( fonderie) ad iniziare un percorso di cambiamento, per “mettere in sicurezza” la propria catena di fornitura ed avere vantaggi nel contenimento t.c.p.

Il mero flusso ordine – produzione – consegna e fatturazione è limitante nel trasferimento di valore.

Per approfondimenti e suggerimenti a Vs. disposizione il ns. Dr. Alberto Claudio Tremolada (alberto.tremolada@adaci.it), esperto ultratrentennale del settore fonderie.

 

Esportatore autorizzato, un vantaggio per la supply chain

Il Dr. Alberto Claudio Tremolada informa che lo status di esportatore autorizzato è una facilitazione prevista dalla normativa doganale comunitaria e dagli accordi preferenziali sottoscritti dall’Unione Europea con alcuni Paesi terzi.

Tale beneficio consente alle aziende di poter attestare in fattura, l’origine preferenziale dei prodotti esportati nei Paesi terzi rientranti negli accordi, in sostituzione del rilascio del certificato EUR1.

I principali vantaggi legati allo status sono:

  • eliminazione dei tempi di attesa in dogana per il rilascio del certificato EUR1
  • annullamento dei costi connessi con l’emissione dell’EUR1
  • riduzione dei rischi di errore, sanzionati anche penalmente, con riguardo ad eventuali discrepanze tra quanto dichiarato in fattura e quanto riportato nell’EUR1

Chi può presentare domanda

  • Aziende esportatrici o loro intermediari
  • In particolare è normalmente rilasciata a gestori di nodi logistici, di depositi doganali o di magazzini di temporanea custodia

Requisiti per l’ottenimento

1.Frequenza delle esportazioni (non è rilevante il numero, ma la cadenza regolare verso il Paese/i Paesi richiesti)

Tale requisito non è richiesto per le esportazioni verso la Repubblica di Corea e Singapore, in quanto tali accordi non prevedono la possibilità di emettere certificati Eur1.

Pertanto, per qualsiasi esportazione verso i suddetti paesi, anche saltuaria, purché superiore al valore di 6000 euro, dove si voglia attestare l’origine preferenziale comunitaria delle merci; l’unica possibilità e di apporre la dichiarazione su fattura, e quindi richiedere lo status di esportatore autorizzato.

2.Garantisca in maniera soddisfacente l’accertamento del carattere originario delle merci esportate

L’esportatore deve conoscere le regole relative all’origine preferenziale applicabili ai prodotti che esporta ed essere in possesso di tutti i documenti giustificativi che ne permettano l’accertamento anche a posteriori.

A tal fine occorre che l’esportatore abbia un sistema di scritture che consentano anche a posteriori di attestare l’origine delle merci esportate.

Tale requisito viene normalmente preventivamente verificato da parte dell’Autorità doganale tramite un sopralluogo volto ad accertare.

Per i produttori: che la contabilità permetta l’identificazione dell’origine o, nel caso di nuove imprese, che il sistema installato permetta questo tipo di identificazione. Per i semplici operatori commerciali: I flussi commerciali abituali delle merci verificando che i produttori forniscano la documentazione per provare l’origine preferenziale delle merci acquistate.

3.Affidabilità dell’operatore

Fino al 30 aprile 2021 gli EUR1 potranno ancora essere pre-vidimati dalla Dogana e disponibili senza tempi morti, opportuno ricordare che dal 1° maggio prossimo l’Agenzia delle Dogane si potrà prendere sino a 10 giorni di tempo, dalla presentazione delle domande, prima di rilasciare un EUR1.

Potrà portare a delle conseguenze negative nei tempi di sdoganamento ( in Italia o nel Paese di destino ), dato che senza EUR1 il cliente dovrà anticipare i dazi all’importazione, o prestare idonea garanzia alla propria Dogana.

Ordini macchine utensili ancora in calo

Dai dati aggiornati Ucimu (pdf scaricabile dal link seguente) si legge come il trend è tutt’altro che invertito.

Purtroppo i riflessi sulle catene fornitura sono tutt’altro che positivi anche in termini di capacità di spesa e finanziaria dei fornitori del settore.

ADACI proposte per la BREXIT

EU and UK agreement document for Brexit

Grazie all’attenzione del nostro Responsabile Competence Center Manufacturing Dr. Alberto Claudio Tremolada, di seguito potete scaricare agreement completo in pdf.

 

Placing manufactured goods on the market in Great Britain from 1 January 2021

ADACI è sempre attenta agli aggiornamenti che possono impattare significativamente sulle supply chain.

Il Responsabile del Competence Center Manufacturing Dr. Alberto Claudio Tremolada informa delle seguenti linee guida per chi vorrà esportare in Gran Bretagna (o importare): https://www.gov.uk/guidance/placing-manufactured-goods-on-the-market-in-great-britain-from-1-january-2021

Materie plastiche: tensione su disponibilità e prezzi

a cura del Competence center manufacturing – fonti di mercato

 

In Europa è in corso un forte shortage di disponibilità delle materie plastiche vergini, con conseguente rialzo dei prezzi.

Annunci di aumenti di prezzi fanno pensare che il trend proseguirà anche nei prossimi mesi e tutta la filiera delle materie plastiche sarà condizionata.

Fra i motivi, prezzi di vendita nei mercati asiatici più alti rispetto a quelli europei, domanda sostenuta in Turchia, Russia, India e Cina.

Inoltre dichiarazioni di forza maggiore da parte di alcuni produttori europei e americani per manutenzioni e chiusure straordinarie di impianti.

La conseguenza è che le resine stireniche, policarbonati, poliammidi, PVC scarseggeranno sul mercato europeo.

Con la corsa ai materiali disponibili che causa rialzi dei prezzi e diversi trasformatori, potranno non soddisfare gli ordini di produzione.

Circular economy design: i vantaggi delle 4 R per il green procurement strategico

a cura di Alberto Claudio Tremolada

 

Secondo la definizione della Ellen MacArthur Foundation, economia circolare è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola.

In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: 

  • quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera
  • quelli tecnici destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera

I Global Goals conosciuti anche come obiettivi di sviluppo sostenibile sono 17 obiettivi  contenuti in un grande piano d’azione su cui i governi dei 193 Paesi membri dell’ONU hanno trovato un accordo.  

I Paesi si impegnano a raggiungerli entro il 2030 (https://www.globalgoals.org).

Per affrontare queste importanti tematiche, la Commissione Europea ha adottato nel 2015 un piano d’azione denominato Circular Economy Action Plan (CEAP) che racchiude 54  azioni con l’obiettivo di stimolare una transizione europea verso la circular economy per generare una migliore competitività delle imprese, una crescita economica sostenibile e nuovi posti di lavoro. 

Transizione da un’economia “lineare” ad una “circolare” nella quale le imprese rivedano il proprio modello di business e riprogettino diversi aspetti del prodotto (design – ciclo  produttivo – logistica), con l’obiettivo di impiegare più a lungo e in modo più efficiente le  risorse (use – reuse – recycle). 

Anche per la società BlackRock (il più grande fondo finanziario con un massa gestita di oltre 6.000 miliardi di dollari), l’economia circolare è importante per la sostenibilità economica in futuro (https://www.blackrock.com/ch/individual/en/insights/circular-economy).

Un esempio è Tesla che da sottoscocca posteriore con decine di elementi stampati in acciaio e alluminio poi saldati (model 3) è passata a solo 2 parti (model Y) ottenute in pressofusione di lega alluminio tramite multi-directional unibody casting machine for a vehicle frame and associated methods (brevetto Tesla) per ridurre tempi di costruzione, costi operativi, costi di produzione, costi operativi della fabbrica, costi e quantità attrezzature.

In questo caso Tesla ha come pilastro della sua strategia competitiva differenziante il design.

Sono argomenti ed informazioni che potete approfondire scrivendo ad alberto.tremolada@adaci.it.

 

 

Intrattenere scambi commerciali con il Regno Unito in qualità di azienda con sede nell’UE a partire dal 1 gennaio 2021

Alberto Tremolada, nostro Responsabile Nazionale Exhibitions e Competence Center Manufacturing, segnala il seguente link dove approfondire nel dettaglio come “Intrattenere scambi commerciali con il Regno Unito in qualità di azienda con sede nell’UE a partire dal 1 gennaio 2021”.

World Economic Outlook ottobre 2020

Il World Economic Outlook è uno strumento dettagliato di analisi, forecast e valutazione del Fondo Monetario Internazionale che può supportare nelle scelte strategiche di acquisto.

Ringraziamo il nostro socio Dr. Alberto Claudio Tremolada per la disponibilità a fornire documenti utili per i professionisti della supply chain.

Condividere e fare network sono fattori sempre più’ importanti in ecosistema complesso come quello attuale.

Per scaricare il pdf, clicca qui.

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