Archive :

ADACI Associazioni Italiana Acquisti e Supply Management

Da oggi è libero e scaricabile lo schema ISDP©10003 (ISO 17065) SCHEME: la certificazione conforme al R.E. 679/2016 GDPR è realtà!

Oggi 12 dicembre 2019 è stato reso LIBERO e SCARICABILE lo schema ISDP©10003 (ISO 17065) SCHEME .

Valido per creare i presupposti per una certificazione conforme al Regolamento europeo 679/2016 GDPR . Oggi 12 dicembre 2019 è stato reso LIBERO e SCARICABILE lo schema ISDP©10003 (ISO 17065) SCHEME . Valido per creare i presupposti per una certificazione conforme al Regolamento europeo 679/2016 GDPR .

La scelta di rendere disponibile al pubblico lo schema ISDP©10003 nasce dalla volontà dello scheme owner Dr.Giannetti e dell’OdC INVEO srl di: Diffondere la cultura della protezione dei dati personali. Fornire le linee guida per un adeguamento esaustivo del titolare e del responsabile del trattamento. Creare i presupposti per una certificazione conforme al Regolamento europeo 679/2016.

La sua diffusione è rivolta, in particolar modo ,a tutti quei soggetti ad esempio Consulenti Responsabili della protezione dei dati (RPD), giuristi, professionisti in genere ed in ogni caso tutti i soggetti coinvolti in materia di trattamento dei dati personali, promuovendo lo studio e la ricerca.

Per SCARICARE GRATIS lo schema è possibile andare a questo indirizzo https://in-veo.com

Lo Schema è disponibile :
– in lingua  ISDP©10003 IT Italiana – in lingua ISDP©10003 DE Tedesco – in lingua ISDP©10003 EN inglese

Siamo a ringraziare il Dr. Giannetti Riccardo, scheme owner ISDP, per il profondo Valore di studio e contributo con valore europeo a supporto di tutte le aziende e PA che possono usufruire di questa opportunità nell’adeguamento sostanziale al GDPR .

Qui di seguito il comunicato : https://www.linkedin.com/posts/riccardo-giannetti-8758688_isdp10003-lo-schema-di-certificazione-gdpr-activity-6610841661075402752-JtlZ 

GDPR | ISDP©10003 (ISO 17065) SCHEME… FREE DOWNLOAD The Scheme Owner and the Certification Body INVEO srl have decided to make the ISDP©10003 scheme available to the public in order to:• Spread the culture of the personal data protection.• Provide the guidelines for a comprehensive adjustment of the Data Controller and Data Processor.• Create the conditions for certification in accordance with European Regulation 679/2016.

Fonte: Alessandro Oliva, dello  Sportello Privacy e GPDR ADACI e  Giannetti Riccardo Scheme OWNER

ADACI Associazioni Italiana Acquisti e Supply Management

Torino: le Top 500 aziende, tra fatturati, idee e protagonisti

PwC ha organizzato a Torino, in collaborazione con La Stampa, la seconda edizione di Top 500 Torino.

Durante l’evento sono stati presentati i dati della ricerca Top 500 sulle prime 500 aziende di Torino e provincia, svolta da PwC in collaborazione con i Professori Fabrizio Bava e Melchior Gromis di Trana del dipartimento di Management – Università di Torino.
La presentazione dei risultati è stata l’occasione per presentare la fotografia del tessuto imprenditoriale del territorio e le sue dinamiche economiche e sociali.

Tra  i relatori, moderati da Marco Zatterin, Vicedirettore La Stampa:

– Piero De Lorenzi | Partner PwC
– Dario Gallina | Presidente Unione Industriale Torino
– Monica Maggio | Partner PwC che ha presentato i dati della ricerca Top 500
 – Marco Boglione | Presidente Basicnet SpA
– Gabriele Burgio | Presidente e Amministratore Delegato Alpitour SpA
– Luca Sburlati | Amministratore Delegato Pattern SpA
Per le istituzioni, hanno presenziato con il loro contributo:
– Alberto Cirio | Presidente Regione Piemonte
– Guido Saracco | Rettore Politecnico di Torino
Dario Gallina, Alberto Cirio, Guido Saracco

Dario Gallina, Alberto Cirio, Guido Saracco

ADACI Associazioni Italiana Acquisti e Supply Management

Fino a 40.000 € a fondo perduto per le PMI che nel 2020 vogliono innovare (entro il 26 novembre)

Innovazione è la parola manageriale dei prossimi anni. Dopo qualità, sicurezza, internazionalizzazione, digitalizzazione, e forse anche prima di ambiente, è l’innovazione una delle principali linee guida che l’Unione Europea ha definito per indirizzare la visione delle piccole e medie imprese. E con 50 milioni di euro solo per il 2020 in Italia questa visione può diventare più facilmente realtà. Anche perché questo significa fino a 40.000 € a fondo perduto (80. 000 € per le reti d’impresa) per ingaggiare per almeno nove mesi un manager accreditato dal Ministero dello Sviluppo economico cofinanziando fino al 50% del suo costo.

Cosa si intende per innovazione ce lo spiega la immortale enciclopedia Treccani: “Ogni novità, mutamento, trasformazione che modifichi radicalmente o provochi comunque un efficace (=capace di produrre gli effetti per cui viene compiuto) svecchiamento in un ordinamento politico o sociale, in un metodo di produzione, in una tecnica, ecc.”. Una innovazione dunque non è una una invenzione (che può non funzionare) o una semplice efficienza (che significa solo far funzionare meglio quello che c’è già). Innovare significa cambiare con successo.

Il Ministero è più esplicito e parla di innovazione tecnologica e di innovazione di processo ed organizzazione. In fondo all’articolo il dettaglio selle competenze.

I professionisti con esperienza che il Ministero ha accreditato sono definiti sono circa 9000. Purtroppo poche le donne poco più del 10% guardando una pagina a caso dell’elenco pubblicato dal MISE. Un documento di “facile” consultazione per le imprese  in cui per capire le competenze degli “innovation manager” bisogna giocare a battaglia navale tra le sigle, le città di residenza non è dato saperla mentre invece codici fiscali e mail personali di tutti sono a disposizione degli spammer alla faccia delle stringenti normative che le aziende devono adottare in tema di riservatezza dei dati personali. Ma per fortuna dopo qualche giorno è stata inserita una pagina per le ricerche più dettagliate per competenza, area geografica, nome o società di consulenza: https://miq.dgiai.gov.it/AreaPubblica/Vetrina/RicercaAvanzata

Attenzione le domande per ottenere i contributi sono con il sistema a sportello (che vuol dire chi prima arriva prima alloggia) dal 26 novembre. I giorni sono pochi, i contributi sono tanti e l’idea di innovare è l’unica che può garantire un futuro di crescita alle Pmi italiane.

Alcuni dei manager sono anche soci Adaci. Contatta lo sportello F.O.N.D.I. per sapere chi sono.

PERCORSI DI INNOVAZIONE FINANZIABILI DAL MISE:

Processi:

  • Applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nelle strategie di gestione aziendale, nell’organizzazione dei luoghi di lavoro
  • Avvio di percorsi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non regolamentati, alla partecipazione al Programma Elite, all’apertura del capitale di rischio a investitori indipendenti specializzati nel private equity o nel venture capital, all’utilizzo di nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale

Ambiti:

  • Big data e analisi dei dati
  • Cloud, fog e quantum computing
  • Cyber security
  • Integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale
  • Simulazione e sistemi cyber-fisici
  • Prototipazione rapida
  • Sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA)
  • Robotica avanzata e collaborativa
  • Interfaccia uomo-macchina
  • Manifattura additiva e stampa tridimensionale
  • Internet delle cose e delle macchine
  • Integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali
  • Programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati
  • Programmi di open innovation

Per maggiori informazioni contatto lo sportello F.O.N.D.I al seguente link: https://www.adaci.it/sportelli/sportello-fondi-avvisi-finanziamenti-e-contributi/

 

ADACI Associazioni Italiana Acquisti e Supply Management

Miriam si sveglia a mezzanotte: Le situazioni sono ambigue, non sono mai come sembrano!

Cosa si nasconde dietro a questa espressione di Mr John Blaylock? Tanta bellezza e sorpresa? Qualche dubbio?

Il più delle volte ci accorgiamo, tardi che qualcosa sta cambiando velocemente? Quali sono i metodi più efficaci per comprendere i segnai di rischio e pericolo?

C’è voglia di capire, tuttavia in azienda ci si affanna a rimpiangere il passato o a rincorrere il presente, paradossalmente dimenticando di pensare al futuro, di crealo di disegnarlo. Il futuro è ricco di sorprese, ma non di sciagure!

Dove si nasconde la criticità? Quali sono gli indizi? Anche Miriam e John temono la crisi e il fallimento della loro relazione? O stanno valutando il loro fornitore da incubo?

L’ evoluzione costante di regolamenti, tecnologia, qualità ci impone esperienze quotidiane alla ricerca di nuovi rischi e di uomini e donne capaci di essere risk hunters, che direttamente o indirettamente intercettano il rischio e lo riducono.

Avere strumenti, dati e indicatori dei momenti di crisi e delle fasi critiche del business, ti permette di perseguire i tuoi obiettivi. Entrare in un mercato, evitare di ampliare le potenziali perdite derivanti dalla tardiva sostituzione di un fornitore, monitorare i risultati della relazione, verificare lo stato finanziario ed economico del fornitore ci consente di evitare le procedure della crisi. La nuova procedura di risoluzione della crisi di impresa ci sollecita a condividere il rischio fra CPO e CFO, a valutare seriamente il portafoglio fornitori e rilevare la mappa dei rischi interni ed esterni..

Forse anche Miriam ha in serbo una sostituzione di partner rilevante.

Per dormire sonni tranquilli, un buon sistema di avvicinamento del rischio consente di ridurre gli impatti sulla crescita del Total Cost of Ownership e un minor impatto sul rischio di perdite economiche.

Un approccio preventivo e sistematico al rischio rende la funzione acquisti e logistica sentinelle attive della Business Continuity aziendale. Lo sportello risk abbraccia la nuova normativa sulla crisi di imprese ed è un supporto efficace per aumentare le potenzialità di saving.

La gestione del rischio  aumentare la probabilità di raggiungere gli obiettivi;incoraggiare una gestione proattiva;costituire una base affidabile per il processo decisionale e la pianificazione;migliorare l’identificazione delle opportunità e delle minacce; soddisfare i requisiti e le norme pertinenti; migliorare il reporting cogente e volontario; migliorare la governance; in sostanza abbraccia  in toto il Decreto legislativo, 12/01/2019 n° 14, G.U. 14/02/2019 Codice della crisi e di insolvenza

ADACI offre agli associati la competenza di TUV Rheinland Italia, Ente di certificazione Leader nella Compliance aziendale e nel Risk Management per la discussione e il supporto del codice della crisi.

Coordinatore
Dr. Fabrizio Fujani – TUV Rheinland Italia Srl

Per eventuali richieste consulta il seguente link: https://www.adaci.it/sportelli/sportello-risk-management/

 

Potrai approfondire queste tematiche scrivendo alla sportello o partecipando alle call informative.

Partecipa a titolo informativo alla conference call prevista per:

Giovedì 16 Gennaio 2020 alle ore 15.00:

La selezione e qualifica del fornitore, impatto con Dlgs 14/2019

Partecipa alla riunione da computer, tablet o smartphone: https://global.gotomeeting.com/join/809173661
Puoi accedere anche tramite telefono: +39 0 230 57 81 80
Codice accesso: 809-173-661

per farti un’idea e valutare possibili aree di interesse da approfondire in sessioni ad hoc.

Con questo servizio ADACI vuole essere sempre più vicina alle necessità dei suoi associati ed in questo caso in modo particolare su tematiche della Business Continuity sempre più critiche e strategiche nelle nostre aziende.

ADACI Associazioni Italiana Acquisti e Supply Management

Torino: sono aperte le elezioni degli organi direttivi ADACI Nazionale.

Il rinnovo è riferito al triennio 2020-2022 e possono votare tutti i Soci in regola con il versamento della quota associativa.

ADACI, l’Associazione Italiana degli Acquisti e del Supply Management, realtà di riferimento per tutti i buyer e i manager dell’ambito acquisti, logistica e supply chain, operante su tutto il territorio nazionale da oltre 50 anni, rinnova le sue cariche direttive.

Come si vota?

Tutti i Soci ADACI, in regola con il versamento della quota associativa 2019, possono votare, a partire da venerdì 15 novembre 2019 e fino alle ore 20.00 di venerdì 29 novembre 2019 per il rinnovo degli organi direttivi ADACI Nazionale per il triennio 2020-2022.

Al link qui sotto riportato si possono trovare:

  • La “Lista delle Candidature” raccolte, presentate in ordine alfabetico (indicando con un asterisco coloro che hanno ricoperto cariche nell’ultimo triennio).
  • Una “Nota di presentazione” di ciascun candidato.

https://www.adaci.it/wp-content/uploads/all-referendum-lista-candidati-2020-2022.pdf

COME SI VOTA

Le votazioni saranno ON-LINE e le credenziali personali sono state già state inviate lunedì 11 novembre.

 

Ricorda, il tuo voto è importante!

A questo scopo, il Consiglio ADACI Sezione Piemonte e Valle d’Aosta è a tua disposizione per fornirti tutto il supporto necessario al voto, contatta i Consiglieri via email a sez.piemonte@adaci.it oppure ai telefoni indicati nell’e-mail ricevuta in questi giorni da parte della ns. segreteria regionale.

SOLO PER I SOCI ADACI: Se non hai ricevuto le credenziali scrivi a informazione@adaci.it o richiedile direttamente sul sito al link che abbiamo inviato via e-mail.

Grazie per il tuo tempo e il tuo voto!

Il Consiglio di Sezione ADACI Piemonte e Valle d’Aosta

ADACI Associazioni Italiana Acquisti e Supply Management

Quale impatto economico ha il “non” trattamento dei dati? Lo Sportello Privacy e GDPR può supportarti.

Il Trattamento dei dati personali prevede, così come enunciato all’interno della legge europea 679/2016 “GDPR”, un’analisi di impatto qualora il Rischio del trattamento possa risultare con un valore di definizione “alto Rischio”, secondo il quale è obbligo l’applicazione di azioni atte a mitigare il rischio al fine di scongiurare lo stop al trattamento stesso.

Andando per ordine, cerchiamo di porre una base di azione per capire esattamente come muoverci e cosa ci viene chiesto.

All’interno di tutte le nostre operazioni di adeguamento alla normativa GDPR, è normale identificare il Registro dei Trattamenti quale documentazione di riepilogo ed elencazione di tutte le tipologie di trattamento dati operati all’interno della nostra struttura. Non è l’obiettivo adesso, di spiegare come redigere tale Registro e quale effettivamente sia la sua fondamentale presenza e funzione.

Esaminando rigo per rigo l’elenco dei trattamenti, al termine di ognuno ritroveremo il dato scatenante tutte le operazioni successive, obbligatorie e richieste dalla normativa: ovvero la catalogazione del trattamento secondo dei valori di “basso rischio” “medio rischio” “alto rischio” . Nel caso in cui riscontreremo la presenza di un valore “alto rischio” è imposto che venga effettuato per quel particolare trattamento l’“analisi di impatto” per la protezione dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone fisiche (Art.1 par.2 EU 679/2016).

Ma come siamo abituati a pensare e valutare il Rischio in generale?  Purtroppo l’obiettivo principale è sempre stato rivolto all’azione di business e votato alla “produzione aziendale”, piuttosto che alla proiezione di uno scenario futuro di incidente e conseguente impatto, e chi ha compreso questo concetto è un passo avanti sia come filosofia aziendale  (percependo il Rischio non come un costo, ma come un’opportunità a “fare produzione” con attività pratiche che siano ben lontani da alti valori di rischio) applicando principio di “privacy by design e privacy by default” assicurandosi anche di non intaccare il proprio EBTDA aziendale, la propria ricchezza aziendale attaccabile da pesanti sanzioni.

La valutazione del Rischio è il risultato del prodotto tra Gravità e Probabilità del verificarsi di un evento che appunta determina il valore di Rischio. Ottimo, abbiamo finito? No, appena agli inizi e dopo le righe che seguono, avrete sicuramente intuito un concetto più grande ed una visione immediata di quanto ci viene richiesto.

Ma se ho probabilità sempre basse di avvenimento affiancata da un’indice di gravità quasi nullo, è possibile che il valore del Rischio sia nullo e parimenti sia in piena assenza di Rischio? La risposta non è scontata, anzi potremmo affermare che un risultato in cui si presenti nullità di Rischio od assenza totale, può far presagire solo un errore di imputazione o errata valutazione della gravità e probabilità occorribile, ancor più se immaginiamo che anche attraversare semplicemente una strada, possa incontrare livelli di rischio differenti basati sul comportamento ed atteggiamento attuati nell’azione.

Quindi, se ho un valore di Rischio parametrato su valori tali per cui con una scala ho indicizzato il valore “basso” / “medio” / “alto”, posso dire di aver raggiunto lo scopo e conseguentemente svolto quanto richiesto dal GDPR?   No, non ancora…è ancora presto e lontano l’obiettivo…

La realtà dato-centrica, dove immaginiamo che la vera importanza sia la protezione del dato, deve necessariamente porre uno sguardo sulla tipologia del dato (vedi definizione dato personale/dato particolare) ma soprattutto a chi appartiene quel dato, ovvero alla persona.  Quindi, la filosofia persona-centrica è il giusto indirizzo per poterne valutare esattamente l’impatto nel trattamento dei dati ed essere adeso a quanto richiesto dal GDPR.

Normalmente in azienda, siamo votati a pensare che la protezione del dato sia insito nel livello di sicurezza applicata ai dati e, quindi la soluzione di pensiero volge verso la “Sicurezza informatica” che, attraverso l’implementazione di strumenti di difesa e rilevazione, possano mantenere al sicuro i dati residenti e la trasmissione dei medesimi durante -ad esempio- lo scambio informazioni nella relazione cliente/fornitore.

Ecco quindi, che la parte di sicurezza informatica e sistemi informativi, è fondamentale se non obbligatoria pensando alla business continuity, aiuta e supporta l’implementazione di difese attive, delle difese passive e la creazione di procedure di ripristino dei dati in caso di incidente ai sistemi informativi. Ma tutto questo è una parte tecnica, ovvia, votata alla protezione del dato e del business che, parimenti va nella direzione opposta alla protezione dei dati personali volta a proteggere i diritti fondamentali e le libertà delle persone.

Quindi? Non tratto dati, così non danneggio le persone?  No… assolutamente, anzi se così fosse inteso, avremmo proprio interpretato male -se non al contrario- la normativa GDPR, secondo la quale, si vuole aumentare la libera circolazione e scambio dati all’interno del SEE per tutte le attività che quotidianamente trattano dati. Ergo, non avremmo più circolazione dati e quindi impossibilitati a fare qualsiasi attività di mercato.

Ma se non basta calcolare il Rischio, cosa devo fare per implementare una corretta valutazione impatto ed essere compliant al GDPR?  La risposta, oltre a quella di interpellarci direttamente, può essere articolata e espressa attraverso l’osservazione diretta del prodotto, ovvero alla diesamina dei fattori che sopra abbiamo denominato gravità e probabilità, questi, non bastano per determinare il vero impatto sulle persone e serve analizzare un altro componente – nel prodotto – all’interno del trattamento dati in esame che può significare la variabile di danno ed impatto nei confronti delle persone.

Ecco quindi, come riusciamo ad effettuare una corretta DPIA ed essere di buon grado compliant a quanto richiesto dal GDPR.

Ma quali strumenti posso utilizzare? Certificazioni, Schemi, basi dati in particolare?

Chiariamo fin da subito che, l’obiettivo finale non dev’essere la bollinatura/”seal” delle nostre operazioni, ma piuttosto il corretto funzionamento dell’impianto di analisi strutturato all’interno della nostra azienda, basato su costante analisi ed aggiornamento del Registro dei Trattamenti strettamente correlato alla Valutazione del Rischio e Valutazione di impatto. L’utilizzo di certificazioni di qualità (ISO 900x), certificazioni di sicurezza delle informazioni (ISO 27xxx), così come tante altre disponibili, rappresentano valide attività ma “aspecifiche” per il trattamento dati e quanto richiesto dal GDPR. La Commissione Europea nel suo lavoro sui meccanismi di certificazione ha dato una sua linea di indirizzo, evidenziando come su 117 schemi nel mondo, solo due schemi: Europrise e ISDP10003 fossero “specifici” (in scopo art. 42). Pertanto seguire uno di questi due schemi non soltanto ci aiuta a definire i livelli di Probabilità e di Gravità , ma anche di definire il Rischio accettabile, il Rischio inerente, il Rischio residuo ed il valore in percentuale di quanto le mitigazioni in atto possono incidere sul trattamento in esame .

Per maggiori informazioni, contatto il nostro Sportello Privacy e GPDR.

Alessandro Oliva

IT Engineer | DPO | Feniva srl

Auditor ISDP©10003

Valutatore Privacy UNI 11697:2017

ADACI Associazioni Italiana Acquisti e Supply Management

Moncalieri: 10 idee concrete per l’Impresa 2020, appuntamento il 21 Novembre

Gentilissimi,

abbiamo il piacere di invitarvi all’evento organizzato da EViso, nostro partner del Network Neicos dal titolo: “Impresa 2020: opportunità di risparmio e investimento – 10 idee concrete da mettere in pratica per un anno di svolta e crescita”.

Intervengono professionisti di vari settori che racconteranno casi studio documentati, nuovi progetti e opportunità per investire o risparmiare energia, finanza e il mondo del web.

L’evento si svolge a Moncalieri presso il ristorante Grinto di Corso Trieste 94 e sarà una bella occasione di incontro e scambio di vedute, utile ad approfondire la conoscenza con altre imprese che operano sul territorio, a cui seguirà un aperitivo con cena informale a buffet.

E’ disponibile un numero limitato di inviti per questo Vi chiediamo la conferma all’e-mail sez.piemonte@adaci.it entro il 16 novembre per riservare quanto prima il posto.

Altri dettagli sono disponibili nell’articolo: http://bit.ly/32zWNLY

 

 

ADACI Associazioni Italiana Acquisti e Supply Management

Quali sono i rischi legati all’energia? Lo Sportello Energia di ADACI può aiutarti a conoscerli.

Conosci la ISO 28001? È la norma che aiuta le imprese nel creare consapevolezza verso i potenziali rischi legati all’energia come variabile del costo, blocco dei combustibili, avvento di un blackout energetico non previsto.

L’efficienza energetica nella catena di fornitura coinvolge le piccole e medie entità nei sistemi di produzione globali. L’anello più debole blocca l’intera catena di fornitura. L’aumento dei prezzi dell’energia, i nuovi regolamenti internazionali e governativi, l’aumento della responsabilità ambientale delle imprese e la crescente consapevolezza ecologica dei clienti hanno portato alla ribalta la produzione ad alta efficienza energetica. L’energia industriale svolge un ruolo importante nelle emissioni nazionali di CO2 di un governo, nonché il controllo delle emissioni di CO2 della catena di approvvigionamento di un prodotto. Sia i governi che le aziende si stanno adoperando per identificare le misure più efficaci per aumentare l’efficienza energetica industriale. Gli attori della catena di approvvigionamento uniti a esperti per l’efficientamento possono migliorare la propria efficienza energetica industriale creando soluzioni collaborative, trasparenti e creative.

Le soluzioni possono includere:

  1. Il coinvolgimento di più aziende leader per identificare fornitori e ottenere un miglior prezzo dell’energia e contratti maggiormente flessibili da offrire alla catena di approvvigionamento;
  2. La creazione di una o più collaborazioni settoriali per migliorare l’efficienza energetica della catena di approvvigionamento utilizzando benchmarking, le analisi delle capacità di processo e la condivisione delle migliori pratiche e identificare l’efficienza energetica e la competitività di settore;
  3. Aumentare la trasparenza e la standardizzazione del consumo di energia, mediante diagnosi appropriate nella catena di approvvigionamento;
  4. Implementare la certificazione ISO 280001 per ampliare l’ottica di indipendenza energetica, evitare i rischi connessi a blackout, garantire la propria fornitura al Grande Cliente a costi energetici competitivi.

Per ottenere maggiori informazioni in merito lo Sportello Energia di Adaci ( https://www.adaci.it/sportelli/sportello-energia/ ).

ADACI Associazioni Italiana Acquisti e Supply Management

Una sentenza dell’Antitrust sta cambiando il mondo degli imballaggi: approfondisci di più con lo Sportello Logistica (trasporti ed imballaggi)

 

 

In questo articolo di La Repubblica http://bit.ly/2NcDen2 è raccontata la vicenda di una delle più importanti multe che l’Antitrust a comminato ad aziende private, anche medio piccole, che per 13 anni hanno creato un cartello di mercato. Un cartello di cartone verrebbe da dire, visto che la scure dell’Autorità Garante della Concorrenza si è scagliata contro chi in Italia produce fogli di cartone ondulato.

Il mercato di questo diffusissimo imballaggio è infatti diviso tra chi accoppia la materia prima In fogli partendo dalla cellulosa (i cosiddetti “integrati”) e chi questi fogli acquista per realizzare le scatole (i cosiddetti “scatolifici”). Proprio L’associazione di questi ultimi ha denunciato quella degli integrati non riuscendo per anni a spuntare competitività di mercato anche nei momenti di contrazione della domanda e di tendenza delle materie prime di base al ribasso

Non sta a chi come noi da 15 anni è specializzato nella ottimizzazione di tutte le tipologie di imballaggi esprimere giudizi morali sulla questione. Ci preme invece segnalare che questa sentenza, emessa in sordina nel mese di agosto mentre in molti erano in vacanza, sta già creando grande scompiglio sulle forniture di questo prodotto ridefinendo i rapporti di forza sia per chi acquista dagli scatolifici sia da chi si rifornisce di scatole trasformate direttamente dai produttori integrati.

In vista delle contrattazioni di fine anno una ridefinizione delle condizioni di fornitura per gli acquisti in cartone può generare importanti saving, che nei nostri ultimi progetti sono stati ben superiori al 10% avendo impattato anche sul miglioramento delle caratteristiche tecniche e delle modalità di fornitura e definito una indicizzazione nel tempo per spuntare da subito le condizioni migliori

Gli esperti del nostro  Sportello Logistica (trasporti ed imballaggi) (https://www.adaci.it/sportelli/sportello-logistica-trasporti-ed-imballaggi/) sono a disposizione per valutare, tramite la nostra metodologia esclusiva di “carotatura”, la situazione degli acquisti di imballi in cartone ondulato e in altri materiali e di definire le eventuali linee guida per per conseguire i possibili risparmi.

 

ADACI Associazioni Italiana Acquisti e Supply Management

Conosci i Nuovi Incoterms 2020? Con lo Sportello Legale ADACI puoi avere supporto per la tua azienda

Lo scorso 10 settembre 2019 la Camera di Commercio Internazionale di Parigi (ICC) ha pubblicato la nuova edizione degli Incoterms ®.

Gli Incoterms 2020 verranno presentati in Italia il prossimo 18 ottobre 2019 a Roma, come comunicato da ICC Italia, in occasione ei festeggiamenti italiani per il Centenario di ICC.

Si tratta di una novità di grande rilevanza per il commercio internazionale.

Come noto e come definito dalla stessa ICC gli Incoterms “sono uno standard riconosciuto a livello globale e sono utilizzate nei contratti nazionali e internazionali per la vendita di beni. I termini ICC definiscono in maniera precisa la ripartizione tra venditore e compratore di obbligazioni, spese e rischi connessi alla consegna della merce.”

ICC pubblica gli Incoterms a partire dal 1936 e negli ultimi 30 anni sono state pubblicate nuove versioni in coincidenza con l’inizio di ogni decennio (1990, 2000, 2010 e ora 2020).

I principali cambiamenti contenuti negli Incoterms ® possono essere così riassunti.

In relazione al termine di resa FCA viene prevista una nuova possibilità che potrà tornare utile nei casi di trasporto via mare.

In tali situazioni, infatti, il venditore potrebbe avere la necessità di ottenere una Bill of Lading con una on board notation.

Nel precedente termine FCA la consegna della merce avveniva prima che la stessa venisse caricata a bordo della nave e pertanto risultava difficile poter ottenere la necessaria Bill of Lading.

Il nuovo termine FCA consente di prevedere un obbligo in capo al compratore di dare istruzioni al proprio vettore di emettere e consegnare una on board Bill of Lading al venditore dopo il carico della merce in nave.

In questo modo si potrà venire incontro alle esigenze di quelle parti che decidono di utilizzare il credito documentario come mezzo di pagamento.

Sono previsti diversi livelli di copertura assicurativa nei termini CIP e CIF.

Nel termine CIF permane l’obbligo in capo al venditore di ottenere una polizza assicurativa Institute Cargo Clauses (C) che copre un numero definito di rischi, mentre nel termine CIP vi è l’obbligo in capo al venditore di ottenere una polizza Institute Cargo Clauses (A) chge copre tutti i rischi “all risks”.

In precedenza per entrambi i termini era previsto l’obbligo di ottenere almeno una polizza Institute Cargo Clauses (C).

Negli Incoterms® 2020, inoltre, è prevista la possibilità di prevedere che il trasporto nelle rese FCA/DAP/DPU e DDP venga effettuato non

con un vettore terzo, ma utilizzando mezzi di trasporto propri di venditore (nei termini D) e compratore (nel termine FCA).

Infine, è stato modificato il nome del precedente termine DAT (Delivered at Terminal) che dal 1° gennaio 2020 diventerà DPU (Delivered at Place Unloaded). In questo modo il termine di destinazione della merce può essere anche un luogo differente da un terminal.

Per richiedere un supporto, sempre al tuo fianco, contatta lo Sportello Legale ADACI al seguente link: https://www.adaci.it/sportelli/sportello-legale/

1 2 3 4 5 6 7